Xiaomi Redmi Note 4X, lo smartphone che non fa rimpiangere i top

Negli ultimi 12 mesi ho avuto svariati top di gamma, ma il dispositivo che più mi ha colpito, sotto tutti gli aspetti, è lo Xiaomi Redmi Note 4X, per diversi motivi.

Ma come può un medio di gamma, dallo street price che si aggira intorno ai 160€, competere con top di gamma? Di solito non può e a seconda delle esigenze personali non è possibile  neanche immaginarlo. Ma in ambito lavorativo e per chi ha bisogno di uno smartphone “totale”, allora è possibile risparmiare senza rinunce.

Parlando di Xiaomi Redmi Note 4X una premessa è d’obbligo: si parla della versione dotata di processore Qualcomm Snapdragon 625 e questo vale già l’80% del prodotto.

Lo Snapdragon 625 è forse il miglior processore degli ultimi 12 mesi (e forse più), perché garantisce prestazioni top associate a consumi veramente contenuti.

Le altre caratteristiche dello smartphone contano poco, perché la MIUI fa volare qualsiasi cosa su cui è presente: insomma, una garanzia. Oltretutto i 3 GB di RAM ed i 32 GB di memoria interna, espandibili tramite micro sd (sacrificando una delle due sim), lo rendono uno smartphone completo e assolutamente competitivo.

La batteria è il punto di riferimento di questa serie, che consente non solo di arrivare a sera , ma anche di andare molto, molto oltre. Su questo punto ci sono diverse curiosità che mi hanno colpito, perché quello dei consumi è un settore che mi sta molto a cuore.

Prendendo a confronto il Samsung Galaxy S7 Edge (avuto prima dell’aggiornamento a Nougat), mi ha colpito la diversità di consumo a parità di utilizzo, nel senso che il Samsung, pur lasciandolo appoggiato sulla scrivania tutto il giorno, non arrivava mai a sera con più del 50% di autonomia. Consumi dovuti a scarsità di segnale, ricerca continua delle reti, notifiche ecc… questo anche se le statiche facevano segnare appena 1 o 2 ore di display acceso (e quindi di effettivo utilizzo). Lo Xiaomi sotto questo punto di vista è agli antipodi perché, se non utilizzato, non ha nessun problema ad arrivare a sera con l’80/85% di batteria residua.

Ho preso d’esempio il Samsung S7 Edge, ma gli altri top si sono tutti comportati nello stesso modo.

Un record lo ha stabilito il Redmi 4 Pro di mia moglie, la cui batteria ha superato i 3 giorni di utilizzo ininterrotto con un totale di 5 ore di display attivo. E’ vero che non è stato praticamente usato ma non è stato fermo in un unico posto e ha comunque dovuto connettersi e switchare tra le varie reti, oltre che ricevere le classiche notifiche.

Il comparto più sacrificato è forse quello fotografico, non tanto perché faccia brutte foto in generale, ma perché ha bisogno di un attimo di pratica, soprattutto se si proviene da dispositivi più portati agli scatti. In particolare è necessario attendere circa un secondo dopo aver premuto il pulsante di scatto prima di poter muovere il dispositivo, questo non per un problema hardware ma più che altro per una mancanza software.

Per il resto è difficile trovare problematiche a questo dispositivo che fa il suo lavoro egregiamente e obbliga l’utente consapevole a farsi non poche domande.

Chiudo tranquillizzando gli amanti delle cover e degli accessori: si può trovare un discreto catalogo persino su Amazon, senza ricorrere ai siti cinesi, dove l’elenco dei prodotti è davvero molto lungo.

Al momento è il dispositivo che mi è durato di più in assoluto e sarà difficile separarmene, anche perché il fattore prezzo ha un’influenza psicologica non indifferente che mi consente di tenerlo sempre in tasca senza preoccuparmi di eventuali danni.

Ovviamente quelle descritte qui sono le mie opinioni personali, legate principalmente al mio utilizzo personale dello smartphone. È chiaro che se si è in cerca di determinate feature (vedi fotocamere avanzate o altro) è necessario aprire il portafoglio; se invece lo smartphone serve a livello business o “home”, almeno una prova andrebbe fatta.

 

Scritto da

Malato di tecnologia della prima ora, #tecnoscimmiato per antonomasia e attento ad ogni novità che porti innovazione.

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