Il tablet è morto, lunga vita al tablet

Il mercato dei tablet continua nel suo lento declino, una fase che molti si aspettavano ma che è figlia (anche) di un marketing meno aggressivo e di un’ottimizzazione dei sistemi operativi mai arrivata.

Il tablet è sempre stato un dispositivo molto discusso e controverso, alcuni non lo hanno mai capito, altri ci hanno provato.

E’ vero che con l’aumento delle dimensioni degli smartphone, l’utilità reale di questi dispositivi è venuta (in parte) meno, ma è anche vero che il tablet dovrebbe essere complementare ad ogni altro dispositivo.

Ammetto che sono stato sempre un amante di questi terminali, ma non dall’avvento dell’iPad (che sul momento non capii), bensì da quando Samsung presentò il primo Galaxy Tab, il P1000, gemello “grande” di quel famoso Galaxy S, precursore del successo della serie. Quel tablet fu per me un vero colpo di fulmine e le sue dimensioni mi fecero innamorare di questa categoria.

I vari produttori hanno provato nel corso degli anni a rendere i questi dispositivi più appetibili e completi possibili per incentivarne la vendita, ma i costi sempre più alti e un’interfaccia mai adeguata, hanno contribuito a far scendere il grafico delle vendite.

Ma il tablet è davvero così inutile?

Dipende; nel mio caso è addirittura indispensabile, ma deve essere un buon tablet, non uno di quelli da 100€, non perché non vadano bene, ma perché sono quasi sempre un compromesso e si finisce con utilizzarlo mal volentieri ed infine per abbandonarlo.

Il mio tablet è un fedele compagno di giornata, sempre pronto ad ogni situazione, sia lavorativa che di svago. Accoppiato con auricolare, tastiera e mouse bluetooth ha mandato in pensione il notebook e se ci si vuole svagare, basta aggiungere al pacchetto un joypad wireless.

Come dicevo inizialmente, la complementarità tra i dispositivi è una componente fondamentale per far sì che nessuno di questi risulti superfluo. I vari terminali devono essere in grado di adempiere egregiamente ad ogni funzione per cui sono preposti, senza compromessi e, in certi ambiti, il tablet rimane imbattibile.

E’ vero: probabilmente io faccio parte di una piccola categoria con esigenze particolari e forse è proprio per quelli come me che il tablet esiste. Tutti gli altri, forse, sono stati spinti ad acquistarlo dalla moda, dalla voglia di provare, dal marketing o da “mio cuggino”, senza averne una reale necessità. Proprio quella maggioranza di persone che ora non lo acquistano più.

Per me il tablet dovrà continuare ad essere presente sugli scaffali, ma non dovrà essere solo un “grosso smartphone”.

 

Scritto da

Malato di tecnologia della prima ora, #tecnoscimmiato per antonomasia e attento ad ogni novità che porti innovazione.

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