iphone bannato

L’iPhone bannato? Non credo proprio…

Nella giornata di ieri, la stampa italiana ha pubblicato una tonnellata di articoli riguardanti un Disegno di Legge che avrebbe portato al blocco delle vendite di iPhone. iPhone bannato? Ho letto bene?

Ma entriamo meglio nel dettaglio.

Questo Ddl è stato proposto da Stefano Quintarelli, Deputato della Repubblica Italiana. Un Disegno di Legge già approvato alla Camera e che ora deve passare al vaglio del Senato. In rete è stato il delirio.

“L’iPhone potrebbe essere bannato”

Questo è quello che dicevano tutte le testate che fanno “giornalismo” in Italia. Vengono persino citati dipendenti Apple, che avrebbero commentato indignati la situazione che si sarebbe creata in Italia. Ma non solo… Ovviamente, a seguire ci sono state migliaia di pubblicazioni su Siti, Blog e Social che allertavano l’utenza. L’apocalisse arriverà in Italia. Il rischio è che l’iPhone non ci sarà più. Pensate che c’era gente che persino chiedeva: “Ma faremo in tempo ad acquistare iPhone 8 prima del blocco?”

E quindi?

E quindi niente… Come sempre il “giornalettismo” Italiano, a caccia di click, ha fatto la solita figura di palta, sparando solamente caz****. (si, mi sono concesso questa licenza poetica…)

Vabbè, tanto mettendo il condizionale si può tutto, no? Persino io “potrei” diventare CEO di Apple.

In soldoni, cosa diamine dice questo Ddl?

Personalmente, sono andato subito a leggermi il testo dell’articolo (qui il link), con tutte le complicazioni del caso. Come ogni legge che si rispetti, fa riferimento ad un numero indefinito di altri articoli, decreti Europei, ecc. Insomma, una sorta di labirinto. Leggendolo, realizzo effettivamente che ad una prima occhiata, distratto dal campanello che suona, mentre sono attento a non scottarmi nello scolare la pasta, risolvendo il Cubo di Rubik con i piedi, l’articolo 4 potrebbe far pensare a quanto scritto dai “giornali” Italiani. Una legge contro i sistemi chiusi, che non permettono di installare liberamente software. Mannaggia: si parla proprio di iOS, dove si possono istallare solo le app presenti in App Store. Allora il timore dell’iPhone bannato è reale. NO!

Probabilmente i giornalisti Italiani (professionisti) si trovavano nella situazione di distrazione da me descritta o, più semplicemente, volevano creare inutile allarmismo per avere il perfetto articolo clickbait della giornata. Per nostra sfortuna, non bastavano i post su Facebook del tipo “OMMIODDIO DOVETE ASSOLUTAMENTE VEDERE COSA E’ SUCCESSO. NON POTETE NON VEDERLO“, ci volevano pure i quotidiani. D’altronde, la carta stampata è in crisi, dovranno pur mangiare. Ma basta divagare…

Twitter ha dato il meglio di sé!

Leggendo su Twitter i botta e risposta del Deputato, sembrava effettivamente qualcosa di simile a quanto detto dai giornali. Entrando però meglio nelle conversazioni, si capisce invece come Quintarelli sia caduto nella trappola del botta e risposta con discorsi populistici del tipo “io devo poter istallare quello che voglio sul prodotto che ho acquistato“, con riferimento ad eventuali app esterne ad App Store (almeno per quel che riguarda l’utenza). Conversazioni a cui ho ovviamente partecipato, esprimendo il concetto che iPhone ha meno del 15% di quota e che non è obbligatorio acquistarlo. Di Android ce ne sono tanti. (non ho saputo resistere)

In ogni caso, letti e riletti bene gli articoli 4, 5 e soprattutto il 6, mi faccio la mia idea su questo Disegno di Legge, che mi sembra una porcheria inutile. Inutile, ma assolutamente non volta a vedere l’iPhone bannato. Infatti, come poi ha brevemente anche spiegato “il @quinta” (nickname del Deputato):

In poche parole, interverrebbe nel caso in cui Apple bloccasse l’accesso da App Store a tutti gli editor di testo per forzare l’utilizzo di Pages. Questo lederebbe la libertà di scelta dell’utente finale, creandone in parte un danno. Ovviamente è solo un esempio, ma potrebbero essercene a migliaia.

E l’antitrust che ci sta a fa’?

Effettivamente, vista in quest’ottica, si tratterebbe di un doppione bello e buono (motivo per cui avevo definito il Ddl “una porcheria inutile“). A questo quesito viene però in soccorso la email inviata da Quintarelli, pubblicata da iSpazio. Qui si spiega che questo Disegno di Legge prevede “in pratica, una strada più veloce ed economica per chiedere giustizia rispetto alla normale disciplina antitrust”. Nulla più. Diciamo che spiegata così, si capisce il valore dietro al Ddl e la sua potenziale utilità.

L’iPhone bannato… Ma fatemi il piacere!

Tutto questo polverone per niente. E anche oggi la figura da cioccolatai verso il mondo esterno al “Bel Paese” ce la siamo portata a casa. Qui trovate l’articolo di Appleinsider che parla della cantonata che si è preso il Corriere della Sera. Si, è stato lui a dare inizio a tutto.

Scritto da

Il blogging è il secondo lavoro, ma la tecnologia è la prima passione. TheBulgaroShow!

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  • Stefano Quintarelli

    tempi molto più brevi non mi sembra cosa da poco.
    e vuol dire anche costi molto inferiori.
    e’ come per la net neutrlaity. anche quella puoi risolverla ex post con anti trust, concettualmente. ma una regola ex ante che ha un percroso piu’ breve è meglio.

    • ilbulgaro89

      Assolutamente, sono d’accordo. Infatti nell’articolo (scritto volutamente in modo ironico), si parla del fatto che ad un’interpretazione di base viene da pensare ad un semplice doppione, fino ad arrivare all’interpretazione correttamente data da lei, che va a delineare un concreto e reale posizionamento funzionale di questo Disegno di Legge.