Unity

Ubuntu dice addio a Unity!

Ti svegli la mattina e improvvisamente scopri che Ubuntu (Canonical più precisamente) ha deciso di abbandonare definitivamente Unity, praticamente la fine di un’era.

Ho iniziato la giornata leggendo i vari commenti della rete e, come sempre, le reazioni sono molto discordanti. E’ vero che, per gli utenti Linux, l’utilizzo di un desktop environments piuttosto che un’altro è sempre stata una questione alquanto personale, ma mi echeggiano ancora nelle orecchie le lotte intestine a Canonical e nella community dalla presentazione di Unity in avanti.

Un progetto che subito ha fatto storcere il naso a molti (me compreso), ma che alla fine si è fatto amare. Oggi, però, Shuttleworth ha decretato ufficialmente la fine dell’amato progetto con queste parole:

Vi scrivo per informarvi che cesserà il nostro sforzo per quanto riguarda Unity, phone&convergene shell. Il desktop environment predefinito da Ubuntu 18.04 sarà GNOME

Unity, un progetto mancato

Unity doveva essere l’anello di congiunzione tra le piattaforme desktop e mobile, doveva essere la via più breve per portare Ubuntu sui dispositivi mobili. Invece la storia cambia, perché l’approdo nel settore mobile è tutt’altro che semplice e intanto gli utenti desktop calano, spinti verso altre distro più office-oriented o addirittura verso altri SO.

Così Canonical punta a migliorare lo sviluppo si Ubuntu puntando su un DE che viene già sviluppato da tempo e che vanta un grande apprezzamento e una vasta schiera di sviluppatori: Gnome (peccato, avrei preferito Cinnamon ndr).

Con Ubuntu 18.04 dunque, la derivata Ubuntu Gnome si trasformerà nella distro principale.

Per gli amanti di Unity rimane da sperare che non venga abbandonata completamente dalla community ma continui a vivere e a essere sviluppata in derivate e fork.

Fonte

 

Scritto da

Malato di tecnologia della prima ora, #tecnoscimmiato per antonomasia e attento ad ogni novità che porti innovazione.

Ti potrebbe interessare anche...

  • Pingback: Ubuntu dice addio a Unity! - SferaBlog()

  • Alex

    Unity ha dimostrato, come molti altri progetti nati già falliti in stile Windows 8, che nel mondo odierno, in cui le novità sono rapidissime, talvolta bisogna rallentare e riflettere prima di sbattere in faccia all’utenza qualcosa di innovativo che a conti fatti non innova nulla, ma complica le cose, non aiuta a produrre, lasciando solo sulla carta tutti quei pregi annunciati che non emergeranno mai.
    Al di là dei gusti personali, la cosa grave e quando sforni qualcosa sbandierandone dei pregi che non nessuno al di fuori di te vede e ignori dei difetti, anche gravi, che sin da subito sono notati da tutti e ti faranno perdere la fama rosicchiata anno dopo anno di sudore.
    Ubuntu ha cominciato a perdere share con unity, come Firefox lo ha perso a partire da Australis, come Microsoft ha visto il rifiuto della maggior parte dell’utenza verso le nuove versioni a partire da Windows 8
    Le interfacce non sono solo dei trascurabili giochetti estetici, ma sono gli intepreti fra utenti e macchine e la faccia con cui le macchine si presentano agli utenti. Quest’ultimi non accettano che la loro esperienza venga rovinata da progetti ergonomicamente fallimentari e con caratteristiche innovative che, semplicemente, non servono a nessuno.