Xiaomi

Cara Xiaomi… Cosa facciamo con tutta questa pubblicità?

Mai come in questi tempi, nei quali la privacy è un argomento fondamentale (qualcuno ha detto “IMMUNI“?), quanto succede su alcuni dispositivi Xiaomi mi lascia molto perplesso.

Xiaomi e quella pubblicità “molto” invadente

Questo articolo, che esce molto dal solito schema smartphone>articoli>recensione, nasce dall’esperienza del mio carissimo amico Giuseppe, aka Spippo, che dalla sempre affascinante e bellissima terra di Sicilia, stamattina mi ha segnalato l’oggetto del contendere… Pardon, mi sono lasciato trasportare, dell’articolo che state leggendo. Sullo Xiaomi Redmi 7A della moglie (l’altrettanto affascinante e carissima Enza, che approfitto per salutare da qui), da qualche giorno succede una cosa molto strana e, soprattutto, invadente. Il riferimento all’applicazione IMMUNI di qui sopra è voluto, ovviamente, perchè ho sentito le più fantasiose scuse legate proprio alla tutela della privacy, per evitare di installarla. Ovvio che ci troviamo in un campo diverso, ma anche in questo caso di privacy si tratta e di quella più importante, visto che è quella di un comune utente che utilizza tutti i giorni il suo smartphone.

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Di cosa si tratta in pratica? Come detto, sullo Xiaomi Redmi 7A di Enza, quando si aprono alcune applicazioni di sistema, appaiono fastidiosi ed invasivi banner pubblicitari. Intendiamoci: non si tratta di applicazioni di terze parti, dove la cosa è conosciuta e nota ma di funzioni insite nel sistema operativo dello smartphone Xiaomi. In particolare nelle applicazioni “Musica”, “Pulitore” e “Gestore di download”. E’ vero che, di solito, senza rendercene conto noi autorizziamo un po’ di tutto sui nostri dispositivi, siano essi Xiaomi o no, ma posso garantire che il mio amico Spippo è persona molto attenta alla propria tutela e questa cosa lo ha disturbato parecchio.

Per controprova ho controllato sui miei Xiaomi Mi10 e Xiaomi Mi Note 10 Pro e non c’è traccia di banner pubblicitari di alcun tipo. Ovviamente quelli che appaiono sullo Xiaomi Redmi 7A di Enza sono cliccabili a tutti gli effetti con conseguenze che si possono immaginare se gestiti da utenti inesperti (un giorno, se troverò il coraggio, vi racconterò cosa ha combinato mio padre). La domanda sorge spontanea, quindi: come è possibile che sulle applicazioni di sistema di questo smartphone, Xiaomi dia la possibilità a qualsivoglia azienda di inserire i propri banner pubblicitari senza chiedere autorizzazione preventiva? Nei giorni scorsi si era vociferato di una situazione del genere in merito ad una simile decisione di Samsung ma, a quanto sembra, per ora tutto è in stand-by.

Mi chiedo fino a che punto i notri smartphone possono essere spazio di “reclame” (vecchio termine ormai desueto) senza la nostra preventiva autorizzazione. Ovviamente una simile pratica è accettabile in applicazioni di terze parti che, a fronte della loro totale usabilità gratis ci chiedono di accettare la pubblicità: in fondo è moralmente ed ideologicamente corretto che uno sviluppatore guadagni dal suo lavoro. Decisamente meno comprensibile quando una simile situazione la si debba subire sulle applicazioni che servono allo smartphone per funzionare. Cosa rispondi cara Xiaomi? A voi i commenti amici.

Scritto da

Coordinatore Infermieristico per professione... Blogger per passione. Devo aggiungere altro?