Amazfit Bip U, la recensione @TheGeekerz

Amazfit Bip U

59.90
8.8

Display

10.0/10

Peso

10.0/10

Notifiche

8.0/10

Software

8.0/10

Resistenza acqua 5 ATM

8.0/10

Pros

  • Display
  • Leggerezza
  • 50 Watchfaces
  • Monitoraggio del sonno accurato
  • 60 Attvità sportive

Cons

  • Misurazione stress da migliorare
  • Autonomia inferiore al dichiarato
  • Manca GPS

Dopo aver acquistato esattamente un anno fa il mio Amazfit Bip Lite, eccomi a voi con la recensione del suo degno successore: Amazfit Bip U, un incredibile salto in avanti.

Prima di partire con la classica recensione di The Geekerz, lasciatemi spendere due parole su questo Amazfit Bip U, senza anticiparne le conclusioni. L’azienda ha deciso, forse con un po’ di ritardo, di dare un degno successore agli Amazfit Bip della prima generazione. E’ indubbio che, soprattutto per lo schermo, sia stato compiuto un notevole passo in avanti, ma bisogna considerare Amazfit Bip U per quello che è: una giusta via di mezzo fra uno smartwatch vero e proprio ed un’evoluta smartband. Questo, che è sicuramente un pregio, resta anche l’unico difetto importante (che obbliga a passare alla versione Pro, nel caso), ma lo vedremo in fase di recensione.

Amazfit Bip U, la confezione

La scatola di vendita di Amazfit Bip U offre fin da subito la chiara indicazione della principale novità: lo schermo a colori. Lo si intuisce, ovviamente, dall’immagine serigrafata, ma anche dalla scritta a colori molto bella. All’interno, oltre all’orologio, troviamo un corposo manuale di istruzioni come da tanto non ne vedevo e la basetta per la ricarica con i due pin magnetici, che offrono una presa molto salda sullo smartwatch.

Costruzione, Materiali, Design, Ergonomia

Inutile citare quale sia stata la principale fonte di ispirazione di questo Amazfit Bip U, perderemmo solo del tempo inutilmente. Il design non varia tantissimo rispetto al predecessore, se non per i bordi che su questo modello sono arrotondati e non più squadrati. La cassa è di policarbonato, soluzione che, oltre a garantire la necessaria protezione in caso di caduta insieme al vetro Gorilla Glass 3, con il cinturino di silicone, contribuisce a contenere il peso in soli 31 gr: praticamente come non averlo al polso, situazione molto comoda se lo indossate anche durante il sonno. A proposito di cinturino: il feeling è decisamente migliorato e non si ha più quella sensazione di “appiccicosità” del precedente modello. Inoltre, l’attacco standard da 20 mm con sgancio rapido permette la sostituzione senza problemi. Anche su Amazfit Bip U, a parte lo schermo touch, il pulsante laterale è l’unico mezzo di interazione con l’orologio. Permette l’accensione, il back e se ne può personalizzare la pressione lunga attribuendogli una specifica funzione. Mi sento di sollevare un solo appunto: perchè non includere fra queste funzioni anche lo spegnimento? Si eviterebbe di dover interagire con quattro diversi menu prima di arrivare al “turn-off”. Il pezzo forte è, ovviamente, il display a colori TFT da 1,43 pollici e risoluzione 320×302 pixels. Si legge bene sotto la luce del sole (situazione tipica durante gli allenamenti) e rispetto al modello precedente il contrasto è enormemente migliorato, tutto a favore della leggibilità.

Hardware

Detto del display tutto nuovo, Amazfit Bip U è dotato di una batteria da 230 mAh che gli permette, secondo la casa, di arrivare fino a 9 giorni di autonomia. Sul retro, su una piastra separata dal corpo dell’orologio, troviamo i sensori per la misurazione della frequenza cardiaca BioTracker 2 PPG e della SpO2 (% di ossigeno nel sangue) ed i pin magnetici per la basetta di ricarica. Manca su questo modello il GPS, prerogativa insieme al microfono del modello Pro. Questo obbligherà ad avere lo smartphone sempre con se durante l’attività fisica all’esterno. Manca, ma in questo caso era prevedibile, anche il chip NFC che permetterebbe i pagamenti wireless. La connessione allo smartphone è garantita dal Bluetooth 5.0, semplicemente inappuntabile.

Software

Il sistema operativo che “muove” Amazfit Bip U è sempre il classico RTOS, che non cambia, ad esempio, rispetto al mio Amazfit Bip Lite. La gestione avviene tramite swipes o premendo il tasto fisico. In questo modo si entra nel menu principale nel quale poi, attraverso i gesti di scorrimento, si accede ai vari sottomenu. La pressione prolungata del tasto permette di accedere alle modalità di allenamento, che su questo Amazfit Bip U sono ben 60. Molto interessante per me, che sono un patito del nuoto (chissà quando il “maledetto coronavirus” ci permetterà di tornare in piscina), la resistenza all’acqua fino a 5 ATM che ne permette l’uso, appunto, anche in piscina con la funzione dedicata.

Con uno swipe dall’alto verso il basso si accede all’area delle impostazioni, dal basso verso l’alto a quella delle notifiche. Con gli swipes laterali, partendo dalla schermata home, si accede, rispettivamente a: frequenza cardiaca, SpO2, musica, meteo. Il sistema operativo non permette l’installazione di app di terze parti, una soluzione corretta, a mio parere, su dispositivi di questo genere. La personalizzazione prevede 50 diverse watchfaces, gestibili dall’applicazione “Zepp” o dall’orologio stesso sul quale, però, se ne possono salvare solo quattro. Non mancano la gestione del ciclo mestruale, l’analisi del sonno, quella dello stress (ma di difficile applicazione) ed il “PAIHealth“, un sistema di valutazione della salute che, tramite accurati algoritmi, trasforma i dati biometrici come frequenza cardiaca, durata delle attività e altri dati sulla salute in un unico valore numerico facile da capire. La funzionalità di PAI non è limitata dal tempo, dal luogo o dal tipo di esercizio, ma crea un sistema di valutazione della salute unico e personalizzato per ogni utente. Due parole anche per l’applicazione Zepp, che altro non è se non la vecchia MiFit. Offre nella homepage tutto le informazioni principali, in modo molto ordinato e, a seconda del modello di wearable abbinato, permette di attivarne le relative funzioni. Molto curata dal punto di vista grafico, devo dire che mi è piaciuta molto.

Prestazioni e autonomia

Amazfit Bip U trova la sua principale ragione di essere nel controllo dell’attività fisica. Devo dire, con molta onestà, che non ho provato, ovviamente, tutte le 60 modalità previste, ma mi sono limitato a semplici, per quanto lunghe, camminate all’aperto, visto che dopo mesi, posso godermi questa settimana di ferie. Il conteggio dei passi e delle distanze percorse è estremamente preciso anche se per visualizzare le informazioni complete sarà necessario aprire l’applicazione Zepp (l’ho già detto che trovo ridicolo questo nome? No? bene, l’ho appena fatto!). Su questi dispositivi la misurazione dalla SpO2 lascia un po’ il tempo che trova, vista la mancanza di precisione ma, in tempi di Covid-19, può servire a dare un’indicazione di massima qualora si presentassero sintomi “strani”. Al contrario, molto precisa ed accurata l’analisi del sonno. Sono individuati con precisione gli orari di addormentamento e risveglio e le diverse fasi: REM, sonno leggero, pesante ecc. Per quanto riguarda l’autonomia, siamo ben lontani dai 9 giorni promessi dalla casa. Diciamo che indossandolo H24 tutti i giorni e sfruttandone tutte le funzioni, si arriva ad un massimo di tre giorni e mezzo/quattro. Non un risultato eccezionale ma neanche così negativo. Ho tenuto per ultima la valutazione delle notifiche perchè, a differenza di altri modelli ben più costosi da me abitualmente utilizzati, su Amazfit Bip U sono gestite in maniera positiva. Data l’assenza del microfono, come detto prerogativa della versione Pro, non si può rispondere alle chiamate, ma si possono rifiutare, eventualmente anche inviando un SMS di giustificazione fra quelli disponibili. E’ mostrata l’icona dell’applicazione che ha inviato la notifica, si possono visualizzare eventuali emoticon e leggere tutto il testo sul quadrante.

Amazfit Bip U, conclusioni finali

Una piacevolissima sorpresa e promozione piena per Amazfit Bip U, che da quando è arrivato qui @TheGeekerz, non ha più lasciato il mio polso. Si nota il notevole salto in avanti per quanto riguarda il display, adesso, finalmente, a colori e ben leggibile in tutte le situazioni. Pur sfruttando materiali tutto sommato economici come il policarbonato ed il silicone, non offre mai una sensazione cheap e questo è un indubbio merito. Peccato per l’assenza del GPS e del microfono, che a me farebbe molto comodo visto che l’ho associato al mio telefono aziendale, ma con poche decine di € in più potete, eventualmente, acquistare la versione Pro, equipaggiata in maniera completa. Il prezzo ufficiale di Amazfit Bip U è di 59,90€ ma in line è disponibile ad un costo inferiore, come dimostra questa offerta su eBay.

 

Scritto da

Coordinatore Infermieristico per professione... Blogger per passione. Devo aggiungere altro?

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