realme Buds Q, suono e design di classe

Gli auricolari total wireless realme Buds Q sono state presentati quasi un mese fa, ed oggi, dopo qualche giorno di “rodaggio” nelle mie orecchie, vi dico come vanno.

realme Buds Q, quando musica e stile vanno a braccetto

Sicuramente progettare il design e lo stile di un paio di auricolari total wireless come i realme Buds Q in modo da distinguersi dalla massa di prodotti tutti uguali, non è un’impresa facile… Anzi! Dopo i realme Buds Air Neo, provati un mese e mezzo fa, chiaramente ispirati al modello made in Apple che, lo già espresso più volte, non mi fanno assolutamente impazzire, la casa “figlia” di OPPO ha voluto seguire una strada diversa, affidandosi ad un noto designer, José Lévy, il quale ha affiancato il realme Design Studio nel progetto di questi auricolari, decisamente più eleganti dei precedenti ma, soprattutto, più originali.

José Lévy si è ispirato ai ciottoli sulle spiagge della Normandia dove giocava durante l’infanzia e ha integrato le curve del ciottolato nel design di Real Buds Q. Con questa combinazione, José Lévy e realme Design Studio hanno perfettamente combinato la “natura” con la “tecnologia” donando a questi auricolari una grande personalità con un design di tendenza. Il risultato ottenuto è molto buono, in termini di calzabilità nell’orecchio e della relativa comodità d’uso, visto che i realme Buds Q non stancano anche dopo ore di utilizzo, grazie al peso contenuto in soli 3,6 grammi. Inoltre, qualità molto importante per me, sono decisamente più “discreti”.

Dal punto di vista tecnico, realme Buds Q montano un chip R1Q personalizzato per fornire una bassissima latenza di 119ms, come le cuffie cablate. Può supportare una chiamata di 3 ore o 4,5 ore di riproduzione musicale grazie alla batteria da 40 mAh. Con la custodia di ricarica, ha una durata della batteria di 20 ore e per la ricarica completa occorrono circa due ore. Il prodotto presenta un grande miglioramento in termini di percezione dei bassi da 10 mm, grazie anche all’utilizzo di uno speciale diaframma composito in polimero (PEEK) che può emettere alti chiari e medi e anche grazie al PU che emette bassi spessi ed elastici. Inoltre, supporta il livello IPX4 impermeabile, rendendolo così più resistente in caso di schizzi d’acqua, pioggia e sudore.

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Non ho avuto modo di verificare la durata della batteria in chiamata, ma posso dirvi che ho dovuto rimetterli in carica, collegando la custodia alla corrente (peccato per la presa ancora MicroUSB) dopo quasi una decina di giorni e avendole utilizzate una media di un’ora al giorno, essenzialmente per ascoltare musica. Mi sembra, in ogni caso, un risultato eccellente. Ma come vanno questi realme Buds Q? Partiamo dal primo abbinamento con lo smartphone. Per questa operazione occorre premere sull’area operativa (quella lucida per intenderci) per tre/quattro secondi. Ma l’assenza di un led sulla superficie dell’auricolare, crea qualche difficoltà perchè non si capisce, fino al momento dell’avvenuto pairing (supportano il Bluetooth 5.0) con il telefono/dispositivo, se la connessione è stata stabilita o no. Per il massimo delle prestazioni e della personalizzazione, meglio scaricare l’applicazione proprietaria “realme Link“. Sarà richiesta una nuova procedura di connessione ma, dopo la prima volta, questa sarà automatica non appena estratti i realme Buds Q dalla custodia. Come potete vedere dalla foto qui sotto, avrete anche sempre sotto controllo la carica residua degli auricolari.

Grazie al potente amplificatore da 10 mm per i bassi, la parte bassa dello spettro musicale è fin troppo presente. Nulla di fastidioso ma, ad esempio, nella riproduzione dei pieni orchestrali presenti nella registrazione dal vivo, in un’arena di Medellin, di Alan Parsons, il suono tende ad impastarsi un po’, creando qualche rimbombo di troppo. Se avete la possibilità potrete intervenire sui settaggi dell’eventuale equalizzatore per adattare meglio il suono al vostro udito. Nessun problema con le voci, invece. Nello stesso disco, sono diversi i cantanti che si alternano alla voce; spiccano, in particolare, quelle di P.J. Olsson (insieme ad Alan Parsons fin dagli esordi) particolarmente acuta e Todd Cooper, dalla tonalità molto particolare, che vengono riprodotte senza perdere alcun particolare. Inoltre, Todd Cooper suona anche il sax e la riproduzione di questo bellissimo strumento risulta molto calda e ben posizionata nel piano sonoro, grazie alla spazialità delle realme Buds Q. Anche con il disco dei Depeche Mode “Spirits in the Forest”, registrazione live del concerto di Berlino che ha chiuso il loro Global Spirit Tour nello scorso 2019. Ovviamente, trattandosi di musica elettronica, la riproduzione si esprime ai massimi livelli. La voce di Dave Gahan non perde mai una nota e i realme Buds Q, grazie a quanto detto prima per i bassi, rendono la batteria di Christian Eigner ancora più potente, con i colpi di cassa che sono un’autentica martellata.

Se con la riproduzione di brani musicali tutto fila via liscio, qualche problemino in più si verifica durante una chiamata. Mi è capitato un paio di volte che l’interlocutore non mi sentisse bene e mi riferisse della voce che “va e viene”. Di solito è bastato tirar fuori dalla tasca il telefono, segno che qualcosa in termini di connessione, può e deve essere ancora migliorato. La connessione, ogni tanto (sempre in relazione a dove è tenuto il telefono collegato) salta anche durante la riproduzione musicale. Decisamente fastidioso!

Direi che, al netto dei problemini di connessione che hanno saltuariamente fatto capolino, i realme Buds Q si sono comportati molto bene e, considerando il loro prezzo di vendita di soli 29,99€, sono degli autentici best-buy! ve li consiglio caldamente se siete alla ricerca di un buon suono ed un altrettanto bel design, di auricolari leggeri e molto comodi all’orecchio.

 

Scritto da

Coordinatore Infermieristico per professione... Blogger per passione. Devo aggiungere altro?

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