OPPO Find X9, una triade di fotocamere eccezionali in prova @TheGeekerz
Il comparto fotografico di OPPO Find X9 rappresenta uno dei punti di svolta più interessanti nel panorama mobile e vi racconto come va qui @TheGeekerz.

OPPO Find X9, comparto fotografico da “piccolo gigante”
In sede di presentazione ho definito l’OPPO Find X9 un “piccolo gigante”, per la sua capacità di replicare in piccolo, pur con una dotazione leggermente inferiore, le caratteristiche del fratello maggiore. Il suo comparto fotografico rappresenta la conferma ideale: non sempre “più grande è meglio”.
Se con le generazioni precedenti l’azienda cinese aveva puntato tutto sulla potenza bruta dei sensori, con OPPO Find X9 la strategia si evolve verso un raffinato equilibrio tra hardware di precisione, scienza del colore Hasselblad ed un’integrazione dell’intelligenza artificiale che non cerca di “inventare” la realtà, ma di preservarla.
In questa prova approfondita, analizzerò ogni singola lente, le prestazioni video e l’impatto del nuovo motore d’immagine LUMO.
Hardware e filosofia: la Triade da 50 Megapixel

A differenza della versione “Pro” (che si spinge verso i 200MP sul sensore teleobiettivo), OPPO Find X9 adotta una configurazione che definirei “armonica”. Abbiamo, infatti, tre sensori principali, tutti da 50 Megapixel, una scelta che garantisce una coerenza cromatica e di dettaglio impressionante quando si passa da una focale all’altra. Di seguito la composizione completa:
Principale: Sony LYT-808 da 1/1.4″, f/1.6, OIS.
Teleobiettivo Periscopico: Sony LYT-600 da 1/1.95″, f/2.6, Zoom ottico 3x, OIS.
Ultra-grandangolare: 50MP, f/2.0, 15mm con FOV di 120°.
Frontale: 32 MP, f/2.4, 21mm (wide), 1/2.74″, 0.8µm
Accanto a questi troviamo la vera novità “silenziosa”: la True Color Camera. Si tratta di un sensore spettrale a 9 canali che analizza la luce ambientale su 48 zone diverse per correggere il bilanciamento del bianco in tempo reale.

Il sensore principale: luce e dinamica
Il sensore principale Sony LYT-808, pur non essendo il gigantesco modulo da un pollice visto su altri modelli, beneficia dell’architettura “Stacked Pixel”. Questo permette di catturare circa il 57% di luce in più rispetto al Find X8, traducendosi in una gamma dinamica che lascia a bocca aperta.
Prestazioni Diurne: Le foto diurne presentano quello che OPPO chiama “Hasselblad Look“. Non aspettatevi i colori ipersaturi e “finti” di alcuni competitor. Qui regna la naturalezza: il cielo è di un azzurro realistico, non elettrico, e le ombre conservano un micro-contrasto che dà tridimensionalità ai soggetti. Il dettaglio è finissimo, senza artefatti di nitidezza software (over-sharpening).
Prestazioni Notturne: Di notte, OPPO Find X9 è un cecchino. Grazie all’apertura f/1.6 e al nuovo motore LUMO Super-Pixel, il rumore digitale è quasi assente nelle zone d’ombra. Ciò che stupisce è la gestione delle sorgenti luminose: i lampioni non creano fastidiosi bagliori (lens flare) e le insegne al neon mantengono i loro colori saturi senza “bruciare” i bianchi.
Lo zoom periscopico: il re dei ritratti

Il teleobiettivo 3x (73mm equivalente) è probabilmente la lente che utilizzerete di più. Non è pensato solo per “avvicinare” i soggetti, ma per la fotografia di ritratto.
- Bokeh Ottico: grazie alle dimensioni generose del sensore periscopico, lo sfocato naturale è eccellente. Non c’è bisogno della modalità ritratto software per isolare un fiore o un volto se il soggetto è a un metro di distanza.

- Modalità Hasselblad Portrait: qui l’IA lavora con le simulazioni degli obiettivi storici Hasselblad (come l’XCD 3,5/80). Lo stacco del soggetto è chirurgico e la resa dell’incarnato è la migliore attualmente sul mercato: nessuna “pelle di porcellana”, ma una texture reale che rispetta pori e imperfezioni naturali.
- Zoom Digitale: Fino al 6x (ottenuto tramite crop del sensore), la perdita di qualità è quasi impercettibile. Oltre, l’IA interviene in modo più massiccio. Anche se lo zoom massimo arriva a 120x, consideratelo un esercizio di stile; fino a 20x le foto sono ancora utilizzabili per i social.
Ultra-grandangolare e macro

Spesso l’ultra-wide è l’anello debole, ma non qui. Il sensore da 50MP mantiene la stessa “pasta” cromatica della principale. La distorsione ai bordi è corretta egregiamente via software, rendendolo ideale per l’architettura. Nella foto in alto, che ritrae la nostra splendida Piazza Vittorio, possiamo notare quanto descritto.
Un plus notevole è la funzione Macro. La lente è in grado di mettere a fuoco a soli 3,5 cm. Rispetto alle lenti macro dedicate da 2MP che troviamo su telefoni economici, qui abbiamo una nitidezza professionale che permette di scorgere le venature di una foglia o gli occhi di un insetto con una chiarezza disarmante.



Selfie d’autore con la fotocamera frontale da 32 MP

La stessa qualità del comparto fotografico principale la troviamo anche in quella frontale da 32 MP, una vecchia conoscenza della produzione Oppo. Colori, contrasto e qualità sono ai livelli massimi possibili per uno smartphone. Anche per questa fotocamera abbiamo la possibilità di scegliere due diverse distanze focali, come potete vedere dalle immagini. Sullo sfondo un altro bellissimo scorcio del centro di Torino, con l’austero Monte dei Capuccini, sede del Museo della Montagna.

Video: il salto nel cinema
Se lato foto Oppo era già una garanzia, lato video OPPO Find X9 fa un salto generazionale. Per la prima volta, è possibile registrare in 4K a 120 fps con tutte le lenti posteriori. Questo non serve solo per lo slow motion, ma per una fluidità di movimento estrema che, unita al supporto Dolby Vision, rende le clip indistinguibili da quelle di una camera professionale.
Novità Software:
- 4K Motion Photos: è possibile estrarre fotogrammi da 8MP dai video mantenendo una nitidezza perfetta, un “ponte” ideale tra scatto statico e ripresa.
- Log Recording: per i professionisti del montaggio, la possibilità di girare in formato Log a 10-bit permette una color correction granulare in post-produzione.
- Stabilizzazione: il sistema ibrido OIS+EIS è così efficace che sembra di utilizzare un gimbal esterno, anche correndo.
Nel video che segue potete ammirare la qualità di registrazione che, oltre al video, si estende anche all’audio, uno dei migliori che ho provato.
L’intelligenza artificiale: LUMO engine e Gemini

L’integrazione con l’IA di Google (Gemini) e il motore proprietario LUMO non serve solo a migliorare l’immagine. Ecco alcune funzioni che cambiano l’esperienza d’uso:
- AI Ultra Clarity: quando scattate oltre il 10x, l’IA ricostruisce i dettagli mancanti basandosi su modelli di machine learning addestrati su milioni di foto Hasselblad.
- AI Eraser 3.0: rimuovere passanti o oggetti indesiderati dallo sfondo è ora istantaneo e incredibilmente preciso nella ricostruzione delle texture sottostanti.
- Mind Space: una funzione che permette di catalogare le foto non solo per data o luogo, ma per “emozione” o “stile compositivo”, facilitando la ricerca nei backup infiniti.
OPPO Find X9: verdetto finale

OPPO Find X9 non è lo smartphone con lo zoom più lungo, né quello con il sensore più grande in assoluto. È, però, lo smartphone con il sistema fotografico più equilibrato rispetto ai suoi concorrenti.
La fedeltà cromatica garantita dalla True Color Camera e dal tocco di Hasselblad lo rende uno strumento per chi ama la fotografia “vera”, quella fatta di ombre, luci naturali e textures palpabili. Se cercate un dispositivo che vi faccia sentire dei fotografi professionisti ogni volta che premete l’otturatore, OPPO Find X9 è la scelta obbligata.
Pro
- Coerenza cromatica perfetta tra le tre lenti.
- Modalità ritratto Hasselblad ai vertici della categoria.
- Video 4K 120fps Dolby Vision su ogni sensore.
- Autonomia mostruosa (7025 mAh) che permette sessioni di scatto prolungate.
Contro
- Zoom digitale oltre il 30x meno nitido rispetto alla versione Pro.
- Il design del modulo fotografico è meno iconico rispetto al passato.
VOTO: 8,5

























