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Google risponde ai problemi di Pixel 2 XL

Avevamo parlato in questo articolo di chi ha già iniziato ad alzare la mano, facendo notare di un prematuro problema di burn-in del display OLED di Pixel 2 XL. Bene, Google ci ha ragionato e ha preparato una risposta ufficiale.

Se infatti non era eclatante come burn-in dei tasti funzione, dal punto di vista di “quanto” rimangono impressi, sicuramente lo era il fatto che fosse successo dopo sole 2 settimane di utilizzo. Un dato preoccupante che quindi ha attivato subito Google nell’investigare la situazione. Il risultato è stato che, secondo i risultati dei test svolti, la qualità degli schermi P-OLED prodotti da LG è perfettamente nella media dei prodotti già in commercio. Viene inoltre sottolineato come, in situazioni di utilizzo “normale”, non sia un problema che possa inficiare l’utilizzo e l’esperienza del device. Per “normale” si intende un utilizzo non da reviewer, che è giustamente volto ha estremizzare l’utilizzo dello smartphone per scoprirne i difetti.

pixel 2 xl

Nonostante questa constatazione di Google, dal lato software sono già in lavorazione soluzioni per far si che, con il passare del tempo questo burn-in dei tasti funzione non diventi qualcosa di più serio e grave. Un esempio è la lieve dissolvenza dei tasti funzione dopo pochi secondi dalla pressione, introdotta nella nuova beta di Oreo. Inoltre, per rassicurare ulteriormente i propri consumatori, la garanzia Google è stata estesa a due anni. “Ma da noi è già così!” esclamerete giustamente. In realtà negli States (e anche da noi), la garanzia del produttore copre solo il primo anno. Nel caso degli US, ci si ferma lì, mentre nel nostro caso, finito il primo anno, subentra il secondo garantito dal venditore. Nel caso di acquisti fatti da Google Store in Italia, poco cambia, ma se fatti tramite operatore, la cosa cambia eccome.

Google ha deciso di non farsi aspettare troppo!

Big G risponde anche al “problema” dei colori di questo display P-OLED. In realtà non si tratta di un vero problema, ma di una scelta dichiarata da Google. La situazione è che, nonostante si parli di un OLED, i colori risultano “slavati” se confrontati con quelli degli schermi Samsung. La scelta di Google è stata infatti di non forzare la saturazione, in modo da poter proporre dei colori più realistici e fedeli. Ovviamente questo fa perdere però l’effetto WOW di questa tecnologia degli schermi. Anche in questo caso, l’azienda di Mountain View si è mossa subito, iniziando a lavorare sull’implementazione di un profilo colore del display “saturato”, selezionabile dall’utente e che sarà disponibili in un futuro update.

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Coordinatore Infermieristico per professione... Blogger per passione. devo aggiungere altro?

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