Amazon Fire Tv Soundbar Plus, il suono che non ti aspetti

Scoperta per caso nello sterminato catalogo Amazon del Prime Day, da appassionato di tutto ciò che è suono l’ho subito chiesta in prova: Fire TV Soundbar Plus è qui @TheGeekerz.

Prima di tuffarvi, e visto il clima torrido, il termine mi sembra quanto di più adeguato, in questa recensione, è giusto evidenziare alcuni aspetti. La Fire TV Soundbar Plus di Amazon oggetto di questa recensione non è un prodotto nuovo, è stata presentata nel 2025 e, nonostante il nome, non interagisce via rete con FireTV, Fire Cube o televisori FireOS nè è comandabile attraverso l’assistente vocale Alexa. È un prodotto che ho scovato per caso nell’elenco dei prodotti Amazon scontati per il Prime Day e, come da titolo, da appassionato di tutto ciò che suona, non ho esitato a chiederla in prova. Terminati i giorni di offerta dedicata ai clienti Prime, è tornata al suo prezzo originale: 269,99€. Esiste anche una versione più piccola, venduta a 139,99€. Esauriti i convenevoli di rito, diamo il via alla recensione.

Bentornati su @The Geekerz. Se siete capitati su questa pagina, probabilmente vi trovate nella classica situazione in cui si imbatte l’ottanta percento dei possessori di una Smart TV moderna (o anche un po’ meno recente): avete acquistato un pannello visivamente straordinario, magari un Mini-LED o un OLED di ultima generazione, ma non appena fate partire un film d’azione o una serie TV ricca di dialoghi drammatici, vi rendete conto che l’audio integrato sembra uscire da una scatola di scarpe.

I produttori assottigliano sempre di più i televisori e, di conseguenza, lo spazio fisico per far muovere l’aria e generare basse frequenze o medi corposi sparisce. La soluzione, se non volete dotarvi di fantasmagorici impianti Dolby Sorround 5.1, 6.1 o 7.1 (ammesso di avere lo spazio necessario), è quasi obbligata: una soundbar. Tuttavia, chi spende cifre accessibili per un televisore non ha intenzione di investire il doppio per un impianto home theater complicato.

È proprio in questa nicchia che si inserisce la Amazon Fire TV Soundbar Plus. Evoluzione diretta del modello base (che non aveva propriamente entusiasmato la critica), questa versione “Plus” si propone come una soluzione a modulo unico (all-in-one) a configurazione 3.1 canali, promettendo supporto a Dolby Atmos e DTS:X.

Ma basta aggiungere la parola “Plus” e un paio di decoder blasonati per trasformare un prodotto economico in un best-buy? Qui @The Geekerz l’abbiamo stressata per qualche giorno collegata al mio 40″ Hisense della cucina. Mettetevi comodi: ecco la mia recensione completa.

Design e qualità costruttiva: sobria e pensata per suonare

Iniziamo analizzando l’estetica e l’impatto visivo di questo dispositivo, un fattore tutt’altro che secondario considerando che dovrà risiedere proprio sotto i vostri occhi, esattamente alla base del televisore.

Dimensioni e Posizionamento

La Fire TV Soundbar Plus si presenta con dimensioni nettamente più generose rispetto alla sorella minore e, meglio prendere preventivamente le misure per non incorrere in qualche problema di sistemazione. Parliamo di una barra lunga 94 centimetri, alta 6,4 centimetri e profonda 13,2 centimetri, per un peso complessivo che si attesta sui 4 kg.

Queste misure la rendono esteticamente perfetta per essere abbinata a televisori a partire da 55 pollici fino a 65 pollici, integrandosi perfettamente sotto la cornice senza sporgere lateralmente in modo sgraziato. L’altezza di poco superiore ai 6 centimetri è un ottimo compromesso: nella stragrande maggioranza dei TV moderni posizionati sul loro stand originale, la barra non va a coprire la porzione inferiore del pannello né tantomeno il ricevitore a infrarossi del telecomando. Io ho dovuto accettare qualche compromesso visto che, per guadagnare qualche cm in altezza, ho dovuto rimuovere i piedini di sostegno. In ogni caso il sensore IR resta perfettamente raggiungibile e non ho avuto grosse difficoltà.

Materiali e Finiture

Dal punto di vista dei materiali, Amazon non ha cercato di reinventare la ruota, ma ha lavorato di fino sulla solidità. Lo chassis è interamente realizzato in un policarbonato nero opaco caratterizzato da una finitura setosa al tatto, ottima per non trattenere le impronte digitali e non riflettere la luce emessa dallo schermo sovrastante. Peccato che sia un po’ troppo delicata e che tenda a graffiarsi con facilità, come dimostra il segno apparso sulla destra dei tasti superiori.

La parte frontale e i piccoli raccordi laterali sono completamente avvolti da una griglia in tessuto acustico color antracite. Questa scelta conferisce al prodotto un look minimale, elegante e decisamente meno “giocattoloso” rispetto a molte soundbar economiche che abusano di plastiche lucide o griglie metalliche stampate male. Il retro della soundbar è pulito, con i passaggi per i cavi ben studiati e gli inviti per le staffe a L dedicate al montaggio a parete (inclusi felicemente in confezione insieme a una comoda dima di carta per prendere i punti con il trapano).

Dietro il tessuto acustico frontale, precisamente al centro, si nasconde un display a LED alfanumerico. Una scelta che apprezziamo moltissimo rispetto ai criptici sistemi a “pallini colorati” di altri brand. Tuttavia, durante i nostri test abbiamo riscontrato un piccolo difetto di ottimizzazione: la transizione e il lampeggio dei LED quando si cambia sorgente o modalità acustica a volte è fin troppo rapida, costringendo l’utente a un briciolo di attenzione in più per capire cosa stia visualizzando. Da elogiare, in questo senso, la presenza, quando si cambiano le impostazioni della decodifica audio, di una voce femminile che conferma cosa si sta facendo.

Connettività e l’equivoco del nome “Fire TV”

Dopo averlo anticipato in apertura di articolo, dobbiamo fare una premessa fondamentale, un chiarimento che noi di The Geekerz riteniamo vitale per evitare che l’utente meno esperto incorra in un acquisto errato a causa del marketing di Amazon.

ATTENZIONE: Nonostante il nome “Fire TV Soundbar Plus”, all’interno di questa soundbar NON è presente alcuna Fire TV Stick integrata. Il dispositivo non ha un sistema operativo, non si collega alla rete Wi-Fi di casa, non ha un’interfaccia a schermo e non dispone dell’assistente vocale Alexa integrato né di microfoni per il controllo domotico.

Il brand “Fire TV” viene utilizzato da Amazon esclusivamente come trucco commerciale per indicare che il prodotto è nativamente ottimizzato per lavorare in simbiosi con le chiavette Fire TV Stick o i televisori Fire TV Edition. Si tratta, a tutti gli effetti, di una soundbar pura e tradizionale.

Pannello delle connessioni

Spostandoci sul retro, nell’incavo dedicato ai collegamenti fisici, troviamo una dotazione essenziale ma completa per la fascia di prezzo:

  • 1x Porta HDMI eARC/ARC: la connessione principale. Grazie al supporto Enhanced Audio Return Channel, è in grado di veicolare i flussi audio non compressi ad alta risoluzione (come il Dolby Atmos in formato Dolby TrueHD, sebbene la maggior parte dello streaming utilizzi il Dolby Digital Plus).
  • 1x Ingresso Digitale Ottico (Toslink): per collegare televisori più datati sprovvisti di porta HDMI ARC, console di vecchia generazione o lettori CD.
  • 1x Porta USB-A: permette il collegamento di pen-drive o hard disk esterni per la riproduzione diretta di file musicali (supporta i classici formati compressi come l’MP3).
  • Bluetooth: connettività wireless integrata per collegare smartphone, tablet o PC e trasformare la soundbar in una cassa acustica per la musica.

Manca, purtroppo, un ingresso HDMI passthrough. Significa che la soundbar “mangerà” inevitabilmente la porta eARC del vostro televisore senza offrirvene una sostitutiva in cui collegare una console o un blu-ray player. Se avete un TV con solo due o tre ingressi HDMI, questo potrebbe essere un fattore limitante da tenere in considerazione.

Configurazione e controllo: a prova di tecnofobo

Se c’è un aspetto in cui la Fire TV Soundbar Plus merita un voto eccellente, è la semplicità d’uso disarmante. Nella confezione Amazon include praticamente tutto il necessario per partire: cavo di alimentazione (anche con spina in standard anglosassone), telecomando con batterie incluse e un cavo HDMI di buona fattura.

La configurazione è un vero e proprio Plug and Play:

  1. Si posiziona la barra sotto la TV.
  2. Si collega il cavo di alimentazione alla presa a muro.
  3. Si connette il cavo HDMI dall’uscita eARC della barra all’ingresso contrassegnato come eARC/ARC sul televisore.

Fine dei giochi. Accendendo la TV, il protocollo HDMI-CEC riconoscerà immediatamente il sistema audio. Da quel momento in poi, potrete riporre il telecomando della soundbar nel cassetto per l’utilizzo quotidiano: il telecomando della vostra TV (o della vostra Fire TV Stick) controllerà automaticamente l’accensione, lo spegnimento e la regolazione del volume della barra.

Il telecomando e il feedback vocale

Per le regolazioni di fino, Amazon fornisce un telecomando compatto, leggero e dalla disposizione dei tasti molto intuitiva. Oltre ai controlli di volume e switch delle sorgenti, troviamo tasti dedicati per modificare l’intensità dei bassi, degli alti e per attivare le varie modalità di equalizzazione.

Una chicca software molto intelligente inserita da Amazon per sopperire alla mancanza di un menu a schermo (OSD) è l’implementazione del feedback vocale in italiano. Ogni volta che premerete un tasto per modificare un parametro (ad esempio, aumentando i bassi), una voce campionata e ben digitalizzata vi comunicherà direttamente dai diffusori il livello impostato (es: “Bassi livello 5”). Questo sistema evita di dover decifrare i lampeggi dei LED frontali ed è una manna dal cielo per l’accessibilità.

Architettura tecnica: sotto la griglia in tessuto

Dal punto di vista puramente hardware, la Fire TV Soundbar Plus è configurata come un sistema 3.1 canali reale. Significa che non siamo di fronte a una classica barra stereo che simula digitalmente tutto il resto, ma c’è una precisa separazione fisica dei compiti acustici.

Sotto la griglia frontale trovano spazio un totale di ben otto driver:

  • Canale Sinistro: composto da un altoparlante full-range accoppiato a un tweeter dedicato per le frequenze acute.
  • Canale Destro: speculare al sinistro, anch’esso composto da un full-range e un tweeter.
  • Canale Centrale: posizionato esattamente al centro della barra, vanta a sua volta un’accoppiata di altoparlante full-range e tweeter. Questo canale è interamente deputato alla riproduzione delle frequenze medie dello spettro, traducendosi nella gestione esclusiva delle frequenze vocali e dei dialoghi.
  • Sezione Subwoofer Integrata: all’interno dello chassis sono sigillati due woofer dedicati alle basse frequenze. Essendo una configurazione all-in-one, questi componenti devono sfruttare il volume d’aria interno alla barra per dare corpo alle scene, coadiuvati da condotti reflex posteriori.

Va specificato fin da subito: non sono presenti altoparlanti orientati verso l’alto (up-firing). La gestione del Dolby Atmos e del posizionamento verticale del suono viene quindi affidata interamente ad algoritmi di elaborazione digitale del segnale (DSP) e alla virtualizzazione psicoacustica.

Analisi delle prestazioni sonore: come suona davvero?

Arriviamo al cuore pulsante della nostra recensione. Abbiamo testato la Amazon Fire TV Soundbar Plus con un’ampia varietà di contenuti, spaziando dai film d’azione hollywoodiani su Sky Cinema in Dolby Atmos, fino alle partite di calcio su Sky Sport, passando per brevi sessioni di gaming con PlayStation 4 e l’ascolto di musica lossless tramite smartphone collegato via Bluetooth.

1. Dialoghi e canale centrale (il vero punto di forza)

Se il vostro obiettivo principale è smettere di chiedere al vostro partner “Cosa ha detto?” ogni cinque minuti durante la visione di una serie TV, questa soundbar vi renderà felici. La presenza di un canale centrale fisico coadiuvato da un tweeter indipendente fa miracoli rispetto agli altoparlanti integrati nei televisori.

Le voci sono riprodotte in modo incredibilmente nitido, corposo e ben centrato rispetto allo schermo. Anche nelle scene più caotiche di film di azione, dove il sottofondo musicale e gli effetti ambientali rischiano spesso di affogare il parlato, la Fire TV Soundbar Plus riesce a mantenere le frequenze vocali separate, cristalline e perfettamente intelligibili.

Inoltre, sul telecomando è presente un tasto di miglioramento dei dialoghi a più livelli. Attivandolo, l’algoritmo enfatizza la banda di frequenza tipica della voce umana (tra i 500 Hz e i 2 kHz) attenuando leggermente le frequenze di contorno: una manna dal cielo per i mix audio italiani che, storicamente, soffrono spesso di un pessimo bilanciamento tra doppiaggio ed effetti.

2. La resa dei bassi: integrati sì, ma miracoli no

Amazon definisce questo prodotto come dotato di “bassi profondi integrati”. Analizzando lo spettro di risposta in frequenza, la soundbar inizia a spingere in modo percepibile intorno ai 50 Hz.

Nell’uso quotidiano (talk show, telegiornali, serie TV drammatiche o commedie), la presenza dei due woofer interni si fa sentire con piacere: danno calore alla riproduzione, evitano quell’effetto “radiolina” tipico dei TV e offrono un buon impatto generale. Potete spingere la regolazione dei bassi tramite telecomando fino a un valore di 7 o 8 senza avvertire fastidiose distorsioni armoniche o vibrazioni delle plastiche dello chassis, segno che la camera acustica interna è ben isolata.

Tuttavia, quando si passa a tracce test ostiche o a scene madri cinematografiche — come l’esplosione di una bomba o il ruggito di un motore fantascientifico — i limiti fisici di un modulo unico saltano all’occhio (o meglio, all’orecchio). Sotto i 50 Hz la soundbar non ha la forza fisica per scendere: manca quel sub-bass profondo, quel “terremoto” viscerale che vi fa vibrare il divano e che solo un subwoofer esterno e dedicato può garantire. Se cercate l’impatto da sala cinematografica pura, la fisica non si batte. Negli Stati Uniti Amazon vende questo modello in bundle con un sub wireless esterno; ci auguriamo che questa opzione arrivi presto anche sul nostro mercato per completare la gamma bassa.

3. Spazialità e l’Esperienza Dolby Atmos / DTS:X

Qui devo essere estremamente franco ed equilibrato. La soundbar gestisce i flussi Dolby Atmos e, quando rileva una traccia compatibile, i tre LED verdi centrali lampeggiano per dare conferma all’utente. Il processore acustico lavora bene per creare un fronte sonoro molto ampio. Il suono non sembra provenire rigorosamente dalla barra, ma si allarga lateralmente ben oltre i confini fisici del televisore, offrendo un posizionamento dei dettagli da sinistra a destra convincente (ad esempio, un’auto che sfreccia lateralmente nella scena).

Tuttavia, la mancanza di driver fisici up-firing (che sparano il suono verso il soffitto per farlo rimbalzare verso l’ascoltatore) e di canali surround posteriori si fa sentire. Non aspettatevi di sentire la pioggia che cade sopra la vostra testa o un proiettile che vi fischia alle spalle in modo netto. L’effetto Atmos qui presente va inteso come un “Atmos Light“: un algoritmo che dona maggiore profondità e dimensionalità alla scena anteriore, rendendola più ariosa e cinematografica, ma che non può sostituire un vero impianto multicanale fisico con altoparlanti dislocati nella stanza. In ogni caso, si raggiunge un risultato che gli speakers di serie dei moderni tv possono solo sognare.

Le modalità di equalizzazione preimpostate

La Fire TV Soundbar Plus offre quattro profili di equalizzazione preimpostati, selezionabili direttamente dal telecomando. Ciascuna modalità modifica sensibilmente il comportamento del DSP:

ModalitàTarget d’AscoltoComportamento Acustico Rilevato
Film (Movie)Cinema, Serie TV, GamingAmplia al massimo il palcoscenico virtuale, enfatizza la gamma bassa per dare impatto agli effetti e spinge leggermente i medio-alti per non perdere i dettagli. La modalità più dinamica e divertente.
Musica (Music)Riproduzione brani via Bluetooth/USBDisattiva gran parte della spazializzazione virtuale per evitare artefatti. Il suono torna a essere un 2.1 focalizzato, con una risposta timbrica più lineare e bilanciata.
SportPartite di calcio, Eventi liveEnfatizza prepotentemente la voce del telecronista. Di contro, tende ad appiattire e a comprimere un po’ troppo i rumori ambientali dello stadio o dei motori, creando un effetto a tratti innaturale.
Notte (Night)Visione notturna in condominioAttiva una forte compressione della dinamica (DTS TruVolume). Abbassa drasticamente i picchi di volume improvvisi (esplosioni) e solleva le parti più deboli (sussurri), riducendo al minimo i bassi per non disturbare i vicini.

Come si comporta con la musica?

Se nell’ambito Home Cinema la barra si comporta egregiamente per la sua fascia di prezzo, l’ascolto musicale puro (tramite collegamento Bluetooth con codec standard SBC/AAC o tramite chiavetta USB) mostra luci e ombre.

Il comportamento è strettamente legato alla qualità della registrazione del brano. Se ascoltate tracce pop ben prodotte o jazz acustico a volumi medio-bassi, la soundbar offre una riproduzione pulita, con una piacevole separazione stereo e voci maschili e femminili ben riprodotte. Il merito va alla configurazione a tre vie che evita ai medi di impastarsi con le altre frequenze.

I problemi emergono se decidete di alzare il volume oltre il 70-75% per animare una festa. A pressioni sonore elevate, l’amplificatore digitale fatica a mantenere la coerenza timbrica: le frequenze acute (i tweeter) tendono a diventare eccessivamente squillanti e a tratti stridenti, mentre i medio-alti assumono una tonalità leggermente metallica e fredda. Non è un prodotto nato per essere un diffusore da party o per soddisfare le orecchie di un audiofilo esigente; confermeremmo la massima: nasce per i film, si adatta alla musica solo per l’ascolto disimpegnato.

Il verdetto di The Geekerz

Siamo arrivati alla fine di questa lunga disamina. La Amazon Fire TV Soundbar Plus è un prodotto che mi ha convinto, a patto di prenderlo per quello che è realmente, spogliandolo dalle promesse roboanti del marketing.

Non è un vero impianto Dolby Atmos da sala cinematografica e non è un dispositivo smart dotato di Alexa. È, semplicemente, una soundbar tradizionale 3.1 ben progettata, costruita con cura e incredibilmente efficace nel fare ciò per cui è nata: distruggere l’orribile audio integrato della vostra televisione.

La chiarezza dei dialoghi garantita dal canale centrale vale da sola il prezzo del biglietto. Se a questo aggiungiamo una configurazione che richiede letteralmente due minuti e un cavo solo, si capisce come Amazon abbia fatto centro per l’utente medio che cerca massima resa con la minima spesa e zero complicazioni tecniche.

Il prezzo di listino di 269,99 euro è corretto per la qualità costruttiva e l’architettura a 8 driver offerta, ma vi consigliamo caldamente di monitorarla: non appena scende vicino ai 200-220 euro in corso di offerta, diventa un acquisto a colpo sicuro.

Conversazione con Gemini

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Benvenuti su The Geekerz. Se siete capitati su questa pagina, probabilmente vi trovate nella classica situazione in cui si imbatte l’ottanta percento dei possessori di una Smart TV moderna: avete acquistato un pannello visivamente straordinario, magari un Mini-LED o un OLED di ultima generazione, ma non appena fate partire un film d’azione o una serie TV ricca di dialoghi drammatici, vi rendete conto che l’audio integrato sembra uscire da una scatola di scarpe.

I produttori assottigliano sempre di più i televisori e, di conseguenza, lo spazio fisico per far muovere l’aria e generare basse frequenze o medi corposi sparisce. La soluzione è quasi obbligata: una soundbar. Tuttavia, chi spende cifre accessibili per un televisore non ha intenzione di investire il doppio per un impianto home theater complicato.

È proprio in questa nicchia che si inserisce la Amazon Fire TV Soundbar Plus. Evoluzione diretta del modello base (che non aveva propriamente entusiasmato la critica), questa versione “Plus” si propone come una soluzione a modulo unico (all-in-one) a configurazione 3.1 canali, promettendo supporto a Dolby Atmos e DTS:X a un prezzo di listino decisamente aggressivo di 269,99 euro (spesso soggetto a sconti importanti durante i Prime Day).

Ma basta aggiungere la parola “Plus” e un paio di decoder blasonati per trasformare un prodotto economico in un best-buy? Noi di The Geekerz l’abbiamo stressata per due settimane nei nostri laboratori e in contesti reali. Mettetevi comodi: ecco la nostra recensione completa.

Design e Qualità Costruttiva: Sobria e Pensata per Sparire

Iniziamo analizzando l’estetica e l’impatto visivo di questo dispositivo, un fattore tutt’altro che secondario considerando che dovrà risiedere proprio sotto i vostri occhi, esattamente alla base del televisore.

Dimensioni e Posizionamento

La Fire TV Soundbar Plus si presenta con dimensioni nettamente più generose rispetto alla sorella minore. Parliamo di una barra lunga 94 centimetri, alta 6,4 centimetri e profonda 13,2 centimetri, per un peso complessivo che si attesta sui 4 kg.

Queste misure la rendono esteticamente perfetta per essere abbinata a televisori a partire da 55 pollici fino a 65 pollici, integrandosi perfettamente sotto la cornice senza sporgere lateralmente in modo sgraziato. L’altezza di poco superiore ai 6 centimetri è un ottimo compromesso: nella stragrande maggioranza dei TV moderni posizionati sul loro stand originale, la barra non va a coprire la porzione inferiore del pannello né tantomeno il ricevitore a infrarossi del telecomando.

Materiali e Finiture

Dal punto di vista dei materiali, Amazon non ha cercato di reinventare la ruota, ma ha lavorato di fino sulla solidità. Lo chassis è interamente realizzato in un policarbonato nero opaco caratterizzato da una finitura setosa al tatto, ottima per non trattenere le impronte digitali e non riflettere la luce emessa dallo schermo sovrastante.

La parte frontale e i piccoli raccordi laterali sono completamente avvolti da una griglia in tessuto acustico color antracite. Questa scelta conferisce al prodotto un look minimale, elegante e decisamente meno “giocattoloso” rispetto a molte soundbar economiche che abusano di plastiche lucide o griglie metalliche stampate male. Il retro della soundbar è pulito, con i passaggi per i cavi ben studiati e gli inviti per le staffe a L dedicate al montaggio a parete (inclusi felicemente in confezione insieme a una comoda dima di carta per prendere i punti con il trapano).

Dietro il tessuto acustico frontale, precisamente al centro, si nasconde un display a LED alfanumerico. Una scelta che apprezziamo moltissimo rispetto ai criptici sistemi a “pallini colorati” di altri brand. Tuttavia, durante i nostri test abbiamo riscontrato un piccolo difetto di ottimizzazione: la transizione e il lampeggio dei LED quando si cambia sorgente o modalità acustica a volte è fin troppo rapida, costringendo l’utente a un briciolo di attenzione in più per capire cosa stia visualizzando.

Connettività e l’Equivoco del Nome “Fire TV”

Dobbiamo fare una premessa fondamentale, un chiarimento che noi di The Geekerz riteniamo vitale per evitare che l’utente meno esperto incorra in un acquisto errato a causa del marketing di Amazon.

ATTENZIONE: Nonostante il nome “Fire TV Soundbar Plus”, all’interno di questa soundbar NON è presente alcuna Fire TV Stick integrata. Il dispositivo non ha un sistema operativo, non si collega alla rete Wi-Fi di casa, non ha un’interfaccia a schermo e non dispone dell’assistente vocale Alexa integrato né di microfoni per il controllo domotico.

Il brand “Fire TV” viene utilizzato da Amazon esclusivamente come cappello commerciale per indicare che il prodotto è nativamente ottimizzato per lavorare in simbiosi con le chiavette Fire TV Stick o i televisori Fire TV Edition. Si tratta, a tutti gli effetti, di una soundbar pura e tradizionale.

Pannello delle Connessioni

Spostandoci sul retro, nell’incavo dedicato ai collegamenti fisici, troviamo una dotazione essenziale ma completa per la fascia di prezzo:

  • 1x Porta HDMI eARC/ARC: La connessione principale. Grazie al supporto Enhanced Audio Return Channel, è in grado di veicolare i flussi audio non compressi ad alta risoluzione (come il Dolby Atmos in formato Dolby TrueHD, sebbene la maggior parte dello streaming utilizzi il Dolby Digital Plus).
  • 1x Ingresso Digitale Ottico (Toslink): Per collegare televisori più datati sprovvisti di porta HDMI ARC, console di vecchia generazione o lettori CD.
  • 1x Porta USB-A: Permette il collegamento di pen-drive o hard disk esterni per la riproduzione diretta di file musicali (supporta i classici formati compressi come l’MP3).
  • Bluetooth: Connettività wireless integrata per collegare smartphone, tablet o PC e trasformare la soundbar in una cassa acustica per la musica.

Manca, purtroppo, un ingresso HDMI passthrough. Significa che la soundbar “mangerà” inevitabilmente la porta eARC del vostro televisore senza offrirvene una sostitutiva in cui collegare una console o un blu-ray player. Se avete un TV con solo due o tre ingressi HDMI, questo potrebbe essere un fattore limitante da tenere in considerazione.

Configurazione e Controllo: A Prova di Tecnofobo

Se c’è un aspetto in cui la Fire TV Soundbar Plus merita un voto eccellente, è la semplicità d’uso disarmante. Nella confezione Amazon include praticamente tutto il necessario per partire: cavo di alimentazione, telecomando con batterie incluse e un cavo HDMI di buona fattura.

La configurazione è un vero e proprio Plug and Play:

  1. Si posiziona la barra sotto la TV.
  2. Si collega il cavo di alimentazione alla presa a muro.
  3. Si connette il cavo HDMI dall’uscita eARC della barra all’ingresso contrassegnato come eARC/ARC sul televisore.

Fine dei giochi. Accendendo la TV, il protocollo HDMI-CEC riconoscerà immediatamente il sistema audio. Da quel momento in poi, potrete riporre il telecomando della soundbar nel cassetto per l’utilizzo quotidiano: il telecomando della vostra TV (o della vostra Fire TV Stick) controllerà automaticamente l’accensione, lo spegnimento e la regolazione del volume della barra.

Il Telecomando e il Feedback Vocale

Per le regolazioni di fino, Amazon fornisce un telecomando compatto, leggero e dalla disposizione dei tasti molto intuitiva. Oltre ai controlli di volume e switch delle sorgenti, troviamo tasti dedicati per modificare l’intensità dei bassi, degli alti e per attivare le varie modalità di equalizzazione.

Una chicca software molto intelligente inserita da Amazon per sopperire alla mancanza di un menu a schermo (OSD) è l’implementazione del feedback vocale in italiano. Ogni volta che premerete un tasto per modificare un parametro (ad esempio, aumentando i bassi), una voce campionata e ben digitalizzata vi comunicherà direttamente dai diffusori il livello impostato (es: “Bassi livello 5”). Questo sistema evita di dover decifrare i lampeggi dei LED frontali ed è una manna dal cielo per l’accessibilità.

Architettura Tecnica: Sotto la Griglia in Tessuto

Dal punto di vista puramente hardware, la Fire TV Soundbar Plus è configurata come un sistema 3.1 canali reale. Significa che non siamo di fronte a una classica barra stereo che simula digitalmente tutto il resto, ma c’è una precisa separazione fisica dei compiti acustici.

Sotto la griglia frontale trovano spazio un totale di ben otto driver:

  • Canale Sinistro: Composto da un altoparlante full-range accoppiato a un tweeter dedicato per le frequenze acute.
  • Canale Destro: Speculare al sinistro, anch’esso composto da un full-range e un tweeter.
  • Canale Centrale: Posizionato esattamente al centro della barra, vanta a sua volta un’accoppiata di altoparlante full-range e tweeter. Questo canale è interamente deputato alla riproduzione delle frequenze medie dello spettro, traducendosi nella gestione esclusiva delle frequenze vocali e dei dialoghi.
  • Sezione Subwoofer Integrata: All’interno dello chassis sono sigillati due woofer dedicati alle basse frequenze. Essendo una configurazione all-in-one, questi componenti devono sfruttare il volume d’aria interno alla barra per dare corpo alle scene, coadiuvati da condotti reflex posteriori.

Va specificato fin da subito: non sono presenti altoparlanti orientati verso l’alto (up-firing). La gestione del Dolby Atmos e del posizionamento verticale del suono viene quindi affidata interamente ad algoritmi di elaborazione digitale del segnale (DSP) e alla virtualizzazione psicoacustica.

Analisi delle Prestazioni Sonore: Come Suona Davvero?

Arriviamo al cuore pulsante della nostra recensione. Abbiamo testato la Amazon Fire TV Soundbar Plus con un’ampia varietà di contenuti, spaziando dai film d’azione hollywoodiani su Netflix e Disney+ in Dolby Atmos, fino alle partite di calcio su Prime Video, passando per sessioni di gaming con PlayStation 5 e l’ascolto di musica lossless tramite smartphone.

1. Dialoghi e Canale Centrale (Il vero punto di forza)

Se il vostro obiettivo principale è smettere di chiedere al vostro partner “Cosa ha detto?” ogni cinque minuti durante la visione di una serie TV, questa soundbar vi renderà felici. La presenza di un canale centrale fisico coadiuvato da un tweeter indipendente fa miracoli rispetto agli altoparlanti integrati nei televisori.

Le voci sono riprodotte in modo incredibilmente nitido, corposo e ben centrato rispetto allo schermo. Anche nelle scene più caotiche di film come Dune – Parte Due, dove il sottofondo musicale e gli effetti ambientali rischiano spesso di affogare il parlato, la Fire TV Soundbar Plus riesce a mantenere le frequenze vocali separate, cristalline e perfettamente intelligibili.

Inoltre, sul telecomando è presente un tasto di miglioramento dei dialoghi a più livelli. Attivandolo, l’algoritmo va a enfatizzare la banda di frequenza tipica della voce umana (tra i 500 Hz e i 2 kHz) attenuando leggermente le frequenze di contorno: una manna dal cielo per i mix audio italiani che, storicamente, soffrono spesso di un pessimo bilanciamento tra doppiaggio ed effetti.

2. La Resa dei Bassi: Integrati sì, ma miracoli no

Amazon definisce questo prodotto come dotato di “bassi profondi integrati”. Analizzando lo spettro di risposta in frequenza nei nostri laboratori, la soundbar inizia a spingere in modo percepibile intorno ai 50 Hz.

Nell’uso quotidiano (talk show, telegiornali, serie TV drammatiche o commedie), la presenza dei due woofer interni si fa sentire con piacere: danno calore alla riproduzione, evitano quell’effetto “radiolina” tipico dei TV e offrono un buon impatto generale. Potete spingere la regolazione dei bassi tramite telecomando fino a un valore di 7 o 8 senza avvertire fastidiose distorsioni armoniche o vibrazioni delle plastiche dello chassis, segno che la camera acustica interna è ben isolata.

Tuttavia, quando si passa a tracce test ostiche o a scene madri cinematografiche — come l’esplosione di una bomba o il ruggito di un motore fantascientifico — i limiti fisici di un modulo unico saltano all’occhio (o meglio, all’orecchio). Sotto i 50 Hz la soundbar non ha la forza fisica per scendere: manca quel sub-bass profondo, quel “terremoto” viscerale che vi fa vibrare il divano e che solo un subwoofer esterno e dedicato può garantire. Se cercate l’impatto da sala cinematografica pura, la fisica non si batte. Negli Stati Uniti Amazon vende questo modello in bundle con un sub wireless esterno; ci auguriamo che questa opzione arrivi presto anche sul nostro mercato per completare la gamma bassa.

3. Spazialità e l’Esperienza Dolby Atmos / DTS:X

Qui dobbiamo essere estremamente franchi ed equilibrati. La soundbar gestisce i flussi Dolby Atmos e, quando rileva una traccia compatibile, i tre LED verdi centrali lampeggiano per dare conferma all’utente. Il processore acustico lavora bene per creare un fronte sonoro molto ampio. Il suono non sembra provenire rigorosamente dalla barra, ma si allarga lateralmente ben oltre i confini fisici del televisore, offrendo un posizionamento dei dettagli da sinistra a destra convincente (ad esempio, un’auto che sfreccia lateralmente nella scena).

Tuttavia, la mancanza di driver fisici up-firing (che sparano il suono verso il soffitto per farlo rimbalzare verso l’ascoltatore) e di canali surround posteriori si fa sentire. Non aspettatevi di sentire la pioggia che cade sopra la vostra testa o un proiettile che vi fischia alle spalle in modo netto. L’effetto Atmos qui presente va inteso come un “Atmos Light”: un algoritmo che dona maggiore profondità e dimensionalità alla scena anteriore, rendendola più ariosa e cinematografica, ma che non può sostituire un vero impianto multicanale fisico con altoparlanti dislocati nella stanza.

Le Modalità di Equalizzazione Preimpostate

La Fire TV Soundbar Plus offre quattro profili di equalizzazione preimpostati, selezionabili direttamente dal telecomando. Ciascuna modalità va a modificare sensibilmente il comportamento del DSP:

ModalitàTarget d’AscoltoComportamento Acustico Rilevato
Film (Movie)Cinema, Serie TV, GamingAmplia al massimo il palcoscenico virtuale, enfatizza la gamma bassa per dare impatto agli effetti e spinge leggermente i medio-alti per non perdere i dettagli. La modalità più dinamica e divertente.
Musica (Music)Riproduzione brani via Bluetooth/USBDisattiva gran parte della spazializzazione virtuale per evitare artefatti. Il suono torna a essere un 2.1 focalizzato, con una risposta timbrica più lineare e bilanciata.
SportPartite di calcio, Eventi liveEnfatizza prepotentemente la voce del telecronista. Di contro, tende ad appiattire e a comprimere un po’ troppo i rumori ambientali dello stadio o dei motori, creando un effetto a tratti innaturale.
Notte (Night)Visione notturna in condominioAttiva una forte compressione della dinamica (DTS TruVolume). Abbassa drasticamente i picchi di volume improvvisi (esplosioni) e solleva le parti più deboli (sussurri), riducendo al minimo i bassi per non disturbare i vicini.

Come si Comporta con la Musica?

Se nell’ambito Home Cinema la barra si comporta egregiamente per la sua fascia di prezzo, l’ascolto musicale puro (tramite collegamento Bluetooth con codec standard SBC/AAC o tramite chiavetta USB) mostra luci e ombre.

Il comportamento è strettamente legato alla qualità della registrazione del brano. Se ascoltate tracce pop ben prodotte o jazz acustico a volumi medio-bassi, la soundbar offre una riproduzione pulita, con una piacevole separazione stereo e voci maschili e femminili ben riprodotte. Il merito va alla configurazione a tre vie che evita ai medi di impastarsi con le altre frequenze.

I problemi emergono se decidete di alzare il volume oltre il 70-75% per animare una festa. A pressioni sonore elevate, l’amplificatore digitale fatica a mantenere la coerenza timbrica: le frequenze acute (i tweeter) tendono a diventare eccessivamente squillanti e a tratti stridenti, mentre i medio-alti assumono una tonalità leggermente metallica e fredda. Non è un prodotto nato per essere un diffusore da party o per soddisfare le orecchie di un audiofilo esigente; confermeremmo la massima: nasce per i film, si adatta alla musica solo per l’ascolto disimpegnato.

Il Verdetto di The Geekerz

Siamo arrivati alla fine di questa lunga disamina. La Amazon Fire TV Soundbar Plus è un prodotto che ci ha convinti, a patto di prenderlo per quello che è realmente, spogliandolo dalle promesse roboanti del marketing.

Non è un vero impianto Dolby Atmos da sala cinematografica e non è un dispositivo smart dotato di Alexa. È, semplicemente, una soundbar tradizionale 3.1 ben progettata, costruita con cura e incredibilmente efficace nel fare ciò per cui è nata: distruggere l’orribile audio integrato della vostra televisione.

La chiarezza dei dialoghi garantita dal canale centrale vale da sola il prezzo del biglietto. Se a questo aggiungiamo una configurazione che richiede letteralmente due minuti e un cavo solo, si capisce come Amazon abbia fatto centro per l’utente medio che cerca massima resa con la minima spesa e zero complicazioni tecniche.

Il prezzo di listino di 269,99 euro è corretto per la qualità costruttiva e l’architettura a 8 driver offerta, ma vi consigliamo caldamente di monitorarla: non appena scende vicino ai 200-220 euro in corso di offerta, diventa un acquisto a colpo sicuro.

Pro e contro in sintesi

  • PRO:
    • Dialoghi eccellenti: il canale centrale dedicato e la funzione di enfasi vocale fanno miracoli per la nitidezza del parlato.
    • Facilità d’uso disarmante: configurazione plug-and-play totale e gestione automatica tramite il telecomando della TV via HDMI eARC.
    • Design solido e curato: la griglia in tessuto antracite e il profilo basso la integrano perfettamente sotto TV da 55″ e 65″.
    • Feedback vocale in italiano: comodissimo per navigare tra le impostazioni senza un menu a schermo.
    • Rapporto qualità/prezzo: decisamente competitivo, soprattutto quando si trova in offerta.
  • CONTRO:
    • Bassi fisicamente limitati: pur avendo due woofer interni, manca l’impatto profondo (sub-bass) sotto i 50Hz che solo un sub esterno può dare.
    • Nessuna funzione Smart/Alexa: il nome “Fire TV” può trarre in inganno; non c’è Wi-Fi, non c’è un sistema operativo e non ci sono assistenti vocali.
    • Mancanza di HDMI Passthrough: occupa la porta eARC del televisore senza offrirne una sostitutiva sul retro.
    • Alti stridenti ad alto volume: se utilizzata per la musica a volumi molto elevati perde di equilibrio e precisione.

Voto finale The Geekerz: 7,5/10

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Coordinatore Infermieristico per professione... Blogger per passione. Devo aggiungere altro?

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