Commodore Callback 8020, il cellulare che vi fa chiamare… E basta!
Commodore Callback 8020 è un telefono che, pur dotato di wi-fi e rete cellulare fa solo quello per cui è nato: telefonare.

Commodore Callback 8020, il telefono che telefona
Il Commodore Callback 8020 si colloca a cavallo tra due estremi in modo palesemente nostalgico. La Commodore International Corporation (CIC), che ora detiene il famoso marchio, è stata fondata lo scorso anno da Christian Simpson, uno YouTuber esperto di tecnologia che ne è l’amministratore delegato. Ha assunto alcuni ex dipendenti dell’azienda originale, ma non si tratta della Commodore di un tempo che risorge dalle proprie ceneri come una fenice. È un’azienda completamente diversa che ha acquistato i diritti del marchio e dell’iconico logo.
Chiarita l’origine della “nuova” Commodore, vediamo nel dettaglio il Callback 8020. È un telefono a conchiglia e utilizza il sistema operativo Sailfish di Jolla che, in pratica, è Android senza Google Apps. Grazie al suo livello di compatibilità con le app Android Runtime, può eseguire il “99% delle app Android”, escludendo tutte le app di Google con l’unica eccezione di Maps.

Il Commodore Callback 8020 non ha social media, browser, app di lavoro o di posta elettronica (tutte bloccate a livello di sistema), non vende dati, ha un touchscreen disabilitato di default, notifiche LED a cupola esclusive, compatibilità con le reti di tutto il mondo e “audio HD di qualità Hi-Fi, radio FM, SID” con supporto per auricolari IEM tramite jack da 3,5 mm. È presente una fotocamera posteriore da 48 MP con sensore Sony, flash e autofocus.
Il dispositivo è dotato di schermo interno da 3,25 pollici con risoluzione 480×640, schermo esterno da 1,77 pollici, processore MediaTek Helio G81, 4 GB di RAM, 64 GB di memoria interna espandibile (con scheda microSD da 32 GB inclusa), Wi-Fi, Bluetooth, GPS e supporto LTE. La batteria rimovibile è da 1.550 mAh ricaricabile tramite USB-C.

Se vi state chiedendo come si inviano messaggi, la risposta è ovviamente “in stile T9“, che, secondo l’azienda, “aggiunge un tocco di attrito consapevole all’utilizzo“. Ecco a che punto siamo arrivati dopo decenni in cui la tecnologia ha cercato di rendere tutto sempre più comodo: ora stiamo andando nella direzione opposta. O almeno, così sembra per Commodore.
È possibile sostituire la batteria, cambiare la cover e giocare a una selezione di giochi per Commodore 64, “accuratamente scelti per evitare la natura assuefacente dei moderni giochi per dispositivi mobili“. La luce rossa del display esterno del telefono è “ispirata alle classiche calcolatrici Commodore degli anni ’70” e visualizza data, ora, livello della batteria e livello del segnale, senza notifiche.
Il telefono sarà disponibile, per ora solo negli Stati uniti, in cinque colorazioni: ProtoPET White, SX Silver, BASIC Beige, Starlight Edition e Founders Edition. Sarà possibile preordinarlo a partire dal 30 giugno alle 10:00 CEST al prezzo di 430€ circa per tutte le colorazioni, ad eccezione della Starlight Edition, che costerà 475€ circa, e della Founders Edition, che avrà un prezzo di 550€ circa poiché include un pulsante “C” placcato in oro 24 carati. La spedizione è prevista per il quarto trimestre di quest’anno, ovvero tra ottobre e dicembre. Iscrivendosi alla lista d’attesa si ottiene uno sconto di 45€ circa.

Come avrete capito, non si paga per le specifiche tecniche, ma per la nostalgia e per l’incapacità di smettere di usare, o di abusare, di determinate app sul vostro smartphone: il Commodore rende questa situazione impossibile o talmente frustrante da impedirvi di dedicarvi troppo al “doomscrolling” e ad altre mode simili sul Callback 8020. Se tutto ciò giustifichi il prezzo, e il fatto che si paga in estate per un prodotto che si “dovrebbe” ricevere in inverno, da un’azienda che non esisteva due anni fa, sta all’utente deciderlo.
Nel caso ve lo steste chiedendo, il nome 8020 “funge sia da successore del dispositivo di comunicazione Commodore con il numero più alto, il modem 8010, sia da riferimento all’eredità degli anni ’80 e all’estetica tecnologica degli anni 2000 di Commodore“. Quel “patrimonio degli anni ’80” è tutto nel design e nel nome, non dimentichiamolo: non si tratta della stessa azienda.
