OPPO Reno 15F 5G, prova comparto fotografico @TheGeekerz
A distanza di un paio di settimane dall’arrivo qui @TheGeekerz, per OPPO Reno 15F 5G è arrivato il momento della prova del comparto fotografico.

OPPO Reno 15F, comparto fotografico “onesto”
OPPO Reno 15F si inserisce in un mercato estremamente competitivo, quello della fascia media del 2026, dove la differenza tra un successo commerciale e un dispositivo anonimo si gioca spesso sulla capacità di offrire un’esperienza fotografica che vada oltre la semplice scheda tecnica. Con la serie Reno, OPPO ha sempre puntato sul design e sulla ritrattistica e OPPO Reno 15F non fa eccezione, cercando di democratizzare tecnologie che fino a poco tempo fa erano appannaggio esclusivo della serie Pro.
In questa disamina approfondita, analizzeremo ogni singolo sensore, le capacità di elaborazione dell’intelligenza artificiale e le prestazioni video di un dispositivo che promette di essere l’alleato ideale per i creatori di contenuti digitali. Una considerazione è d’obbligo prima di addentrarci nel contenuto di questa prova: OPPO Reno 15F è uno smartphone che fa del rapporto qualità/prezzo uno dei suoi must. Di conseguenza, anche il comparto fotografico si adegua a questa scelta, con sensori capaci di accontentare la stragrande maggioranza degli utenti senza stupire con effetti speciali. Per quelli meglio rivolgersi ad OPPO Reno 15 Pro, che vedremo nei prossimi giorni.

Architettura del comparto fotografico: l’hardware
Il modulo posteriore di OPPO Reno 15F si presenta con un design pulito ed elegante ma imponente, ospitando una configurazione a tripla camera che punta tutto sulla versatilità quotidiana.
Il sensore principale: 50 MP Ultra-Clear
Il cuore pulsante è il sensore principale da 50 Megapixel con apertura focale f/1.8. Non si tratta solo di risoluzione: OPPO ha lavorato sulla dimensione del sensore per garantire una cattura della luce superiore rispetto alla generazione precedente.

- Tecnologia Quad Pixel: Il sensore utilizza il pixel binning 4-in-1 per generare scatti nativi a 12,5 MP, ottimizzando il rapporto segnale-rumore.
- Messa a fuoco: Il sistema di autofocus è rapido e preciso, anche in condizioni di luce non ottimali, grazie all’integrazione di sensori a rilevamento di fase.
L’obiettivo ultra-grandangolare: 8 MP
Affiancato al sensore principale troviamo un obiettivo ultra-wide da 8 Megapixel con un angolo di visione di 116°. In un’epoca di lenti ultra-grandangolari spesso deludenti nella fascia media, OPPO ha cercato di mantenere una coerenza cromatica accettabile tra questa e la lente principale, sebbene con le ovvie limitazioni fisiche di un sensore più piccolo.
La lente macro: 2 MP
Completa il trittico posteriore un sensore da 2 Megapixel dedicato agli scatti ravvicinati (fino a 4 cm). È forse l’elemento meno “nobile” del setup, ma offre uno strumento creativo in più per chi ama immortalare dettagli naturali o trame particolari.

La fotocamera frontale: la vera protagonista
Se il retro è solido, il fronte è sorprendente. OPPO Reno 15F eredita dai modelli superiori la Selfie Camera da 50 Megapixel Ultra-Wide. Questa scelta non è casuale: il Reno 15F si rivolge a una generazione di utenti che passa più tempo davanti alla camera frontale che a quella posteriore. Il sensore supporta un campo visivo ampio (fino a 100°), permettendo di scattare selfie di gruppo senza dover ricorrere a fastidiosi bastoni per selfie o “tagliare” fuori gli amici ai bordi.

Scatti in diurna: nitidezza e colore
Il sensore principale di OPPO Reno 15F è, ovviamente, il migliore del trio in dotazione. In condizioni di buona illuminazione, il Reno 15F permette di ottenere buonissimi risultati. La gestione della gamma dinamica (HDR) è uno dei punti di forza. Anche in scene con forti contrasti (come un ritratto controluce), l’algoritmo riesce a preservare i dettagli nelle ombre senza bruciare le alte luci.

Dettaglio: Utilizzando la modalità ad alta risoluzione a 50 MP, è possibile ottenere scatti ricchi di informazioni, ideali per eventuali ritagli (crop) in post-produzione.
Resa Cromatica: OPPO ha optato per una calibrazione naturale ma vibrante. I colori sono “pronti per i social”, con una saturazione leggermente enfatizzata che rende le immagini accattivanti senza apparire artificiali.
Fotografia notturna: Ultra Night Mode
Quando cala il sole, entra in gioco la potenza dell’Ultra Night Mode. Grazie alla combinazione di esposizioni multiple e alla riduzione del rumore assistita dall’AI, il Reno 15F produce scatti notturni sorprendentemente puliti. Tuttavia, è necessario un fermo immagine di circa 2-3 secondi, tanto che prima di ottenere gli scatti che vedete nella galleria qui sotto, ho dovuto eliminarne parecchi. Un’evidente dimostrazione che, in generale (lo vedremo nella recensione), con OPPO Reno 15F non bisogna avere fretta. Il risultato finale mostra una gestione eccellente delle sorgenti luminose artificiali (lampioni, insegne), evitando fastidiosi bagliori e mantenendo una leggibilità dei neri convincente.
L’intelligenza artificiale: AI scatto perfetto 2.0
La vera “magia” di OPPO avviene nel software. Il processore Snapdragon 6 Gen 1, pur non essendo un chip da prestazioni estreme, possiede un’unità di elaborazione neurale (NPU) molto efficiente che gestisce diverse funzionalità:
- AI Scatto Perfetto 2.0: Questa funzione è in grado di analizzare fino a 5 volti contemporaneamente in una foto di gruppo. Se qualcuno ha chiuso gli occhi o ha un’espressione distratta, l’AI può suggerire lo scatto migliore o correggere digitalmente le micro-espressioni.
- Reno Portrait Engine: I ritratti sono il pane quotidiano di questo smartphone. Lo sfocato (bokeh) è morbido e graduale, con un’accuratezza nello scontornamento dei capelli che sfida molti top di gamma.
- AI Eraser: Integrato direttamente nella galleria, permette di rimuovere passanti o oggetti indesiderati dalle foto con un semplice tocco, ricostruendo lo sfondo in modo quasi invisibile.
Comparto video: vlog e creatività
OPPO Reno 15F supporta la registrazione video fino al 4K a 30fps. Sebbene manchi la stabilizzazione ottica (OIS) presente sul modello Pro, la stabilizzazione elettronica (EIS) fa quello che può a 1080p 60fps, ma è indubbio, e nel video lo si capisce ampiamente, che oltre certi limiti non è possibile andare. In ogni caso, i video ottenuti sono di qualità accettabile per i comuni utilizzi social.
Video Ritratto: L’AI applica l’effetto bokeh in tempo reale anche nei video, separando il soggetto dallo sfondo con una precisione notevole, sebbene in questa modalità la risoluzione sia limitata al Full HD.
Dual-View Video: Una funzione immancabile per i vlogger, che permette di registrare contemporaneamente con la fotocamera posteriore e quella anteriore, ideale per reaction o tutorial.
Considerazioni finali e verdetto

OPPO Reno 15F non cerca di essere la macchina fotografica definitiva per i professionisti, ma mira a essere la migliore fotocamera tascabile per la vita quotidiana della maggioranza degli utenti che lo sceglieranno, anche grazie al suo prezzo molto competitivo.
Pro
- Selfie Camera da 50 MP: Probabilmente la migliore della sua categoria.
- Software AI: Strumenti di editing e ritocco intelligenti e realmente utili.
- Ritratti: Gestione dei toni della pelle e del bokeh eccellente.
- Design e Ergonomia: Leggero e facile da impugnare per scattare foto al volo.
Contro
- Mancanza di teleobiettivo: lo zoom è puramente digitale (anche se il sensore da 50 MP aiuta nel 2x).
- Sensore macro: Poco più che un riempitivo.
- Sensore ultra-grandangolare: buono per fare presenza
- 4K scattoso: in 4K la mancanza di una stabilizzazione hardware si fa sentire più che in 1080p.
In conclusione, se la vostra priorità sono i social media, i ritratti e i selfie, OPPO Reno 15F offre un pacchetto software e hardware difficile da battere sotto i 400 euro. È uno smartphone che capisce le esigenze del suo pubblico e concentra le risorse dove contano davvero. Un risultato decisamente non scontato a patto, come detto in apertura, di non pretendere la luna.
VOTO: 7




























