La Tornanza, Monaci Digitali e Huawei trasformano la Certosa di Padula in un hub di innovazione
Protagoniste di questo intervento La Tornanza, progetto culturale e imprenditoriale ideato da Antonio Prota e Flavio R. Albano, la comunità dei Monaci Digitali e Huawei.

Nel dettaglio, Huawei ha contribuito con tecnologie avanzate ma al tempo stesso rispettose di un luogo storico, grazie all’implementazione di un’infrastruttura ottica FTTO che si integra con i sistemi di collaborazione intelligente Huawei IdeaHub. L’FTTO garantisce, inoltre, consumi ridotti del 30%, maggiore sicurezza, e un approccio future-proof, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità italiani ed europei.
«Quello della Certosa di Padula è un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare abilitatrice di nuovi ecosistemi, anche in contesti storici e geografici complessi», dichiara Fabio Romano, Responsabile per lo Sviluppo dell’Ecosistema Industriale di Huawei Italia. «Il nostro impegno è portare infrastrutture digitali avanzate e sostenibili anche nelle aree periferiche del Paese, per ridurre il digital divide e creare le condizioni affinché vera innovazione, impresa e talento possano svilupparsi ovunque e generare crescita per le nostre collettività. Attraverso soluzioni in fibra ottica future-proof e sistemi di collaborazione intelligente, Huawei supporta modelli come quello de La Tornanza e dei Monaci Digitali, che dimostrano come i territori possano diventare piattaforme di crescita economica e sociale, capaci di attrarre competenze e generare valore nel tempo».

La rigenerazione dei territori passa dall’integrazione tra cultura, innovazione e infrastrutture digitali. In questo contesto nasce La Tornanza, progetto culturale e imprenditoriale ideato da Antonio Prota e Flavio R. Albano, che hanno trovato nella Certosa di Padula, patrimonio UNESCO, uno dei primi casi di applicazione concreta.
Avviato dal libro “La Tornanza – Ritorni e innesti orientati al futuro” (Laterza, 2024), il progetto si è evoluto in una piattaforma di hub phygital, academy, festival e comunità di innovatori, ispirata al modello dei Digital Village. Al centro c’è la “tornanza”: il ritorno consapevole di persone e competenze nei territori marginali come leva di sviluppo sostenibile.
«Il ritorno nei territori non è nostalgia, ma innovazione», dichiara Antonio Prota de La Tornanza. «Padula è per noi un laboratorio in cui cultura, impresa e tecnologia generano opportunità concrete».
Monaci Digitali: innovazione, AI e comunità in un sito UNESCO
All’interno della Certosa di Padula opera la comunità dei Monaci Digitali, che hanno trasformato un’area inutilizzata del complesso monumentale in un ecosistema di sperimentazione tecnologica e umana. Qui prendono forma hackathon sull’intelligenza artificiale, programmi di formazione, residenze creative e percorsi per startup, in un contesto che unisce spiritualità, innovazione e impatto locale.
«Il nostro obiettivo è dimostrare che l’innovazione può nascere anche nei luoghi più inattesi», spiega Gianluca Vegliante dei Monaci Digitali. «La Certosa è diventata un ambiente in cui è possibile lavorare sull’AI, costruire startup e formare talenti, senza snaturare il valore storico e culturale del luogo».
Il progetto si inserisce in una visione europea più ampia: la Certosa di Padula è oggi uno dei quattro Startup Village italiani riconosciuti a livello UE, esempio concreto di rigenerazione delle aree interne e contrasto allo spopolamento.

Huawei: tecnologia ottica e sistemi di collaborazione intelligenti per la connettività
In questo contesto si inserisce il contributo di Huawei, chiamata a sostenere il progetto con una soluzione tecnologica avanzata ma rispettosa di un luogo storico. Per garantire connettività di alto livello senza interventi invasivi, è stata scelta una rete completamente ottica FTTO (Fiber-To-The-Office). Questa infrastruttura offre connessioni ultraveloci, essenziali per videoconferenze, servizi cloud e attività digitali ad alta intensità, e si integra con i sistemi di collaborazione intelligente Huawei IdeaHub. L’FTTO garantisce, inoltre, consumi ridotti del 30%, maggiore sicurezza, e un approccio future-proof, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità italiani ed europei.
Un modello scalabile e replicabile
Grazie all’infrastruttura creata da Huawei, la Certosa ha già potuto migliorare i servizi digitali offerti ai visitatori e avviare l’adozione di una metodologia digitale a supporto della fruizione culturale.
E i risultati sono già tangibili: la Certosa è tornata ad essere un luogo vivo, frequentato da professionisti, studenti, startup e nomadi digitali, generando una nuova economia locale e riducendo il digital divide nelle aree interne.
Guardando al futuro, il Digital Village di Padula diventerà banco di prova per servizi digitali avanzati: app di fruizione culturale, avatar AI per i visitatori, sistemi intelligenti di booking, contenuti immersivi e percorsi aumentati. L’ambizione è trasformare Padula in un modello replicabile di rigenerazione territoriale, all’interno della rete nazionale de La Tornanza.
«Quello della Certosa di Padula è un esempio concreto di come la tecnologia possa diventare abilitatrice di nuovi ecosistemi, anche in contesti storici e geografici complessi», dichiara Fabio Romano, Responsabile per lo Sviluppo dell’Ecosistema Industriale di Huawei Italia. «Il nostro impegno è portare infrastrutture digitali avanzate e sostenibili anche nelle aree periferiche del Paese, per ridurre il digital divide e creare le condizioni affinché vera innovazione, impresa e talento possano svilupparsi ovunque e generare crescita per le nostre collettività. Attraverso soluzioni in fibra ottica future-proof e sistemi di collaborazione intelligente, Huawei supporta modelli come quello de La Tornanza e dei Monaci Digitali, che dimostrano come i territori possano diventare piattaforme di crescita economica e sociale, capaci di attrarre competenze e generare valore nel tempo».
