Xiaomi Redmi 3, la recensione

Xiaomi Redmi 3 è sicuramente un dispositivo che ha rivoluzionato il segmento degli smartphone di fascia bassa. Scopriamo perché in questa recensione.

Dal punto di vista strutturale ci si trova di fronte ad un dispositivo compatto e ben assemblato, con uno chassis unobody in alluminio, con un particolare texture nella parte posteriore. Lo spessore è di soli 8.5 mm e il display da 5” pollici permette di mantenere contenute le misure di questo dispositivo, rendendolo ergonomico e facile da impugnare e utilizzare con una sola mano.

Nella parte laterale sinistra è possibile trovare il carrellino per la doppia SIM, una micro e una nano, ma se si decide di sacrificare la seconda SIM si possono espandere i 16GB di memoria interna con una microSD. Nella parte laterale destra sono posizionati il bilanciere del volume e il tasto accensione, nella parte superiore il jack per le cuffie, l’uscita ad infrarossi e il secondo microfono, mentre in quella inferiore l’ingresso per la microUSB e il microfono principale. Sul retro sono presenti la fotocamera da 13MP con flashLED e l’altoparlante di sistema, mentre nella parte frontale la fotocamera da 5MP, il LED RGB, l’altoparlante di chiamata e i classici 3 testi Android in formato soft-touch.

Il display è un buon IPS con risoluzione HD, che permette di avere un discreto angolo di visuale e colori molto realistici. Non essendo un AMOLED i neri non sono perfetti, soprattutto ad angoli di visuale estremi e con luminosità molto alta. Nonostante non si tratti di un fullHD, nel complesso la resa di questo schermo su un 5” è più che accettabile.

Dal punto di vista delle specifiche, questo dispositivo propone un processore Qualcomm Snapdragon 616 octacore affiancato a 2GB e 16GB di memoria interna. Per quanto riguarda la connettività è presente tutto necessario, partendo dal Bluetooth 4.1, Wi-FI bgn e LTE, anche se assente la banda a 800mAh.

Specifiche di rispetto per un mid-level, ma il pezzo forte di questo Xiaomi Redmi 3 è però un’altro: la batteria. Si tratta infatti di una 4100mAh che, affiancata alle specifiche hardware e al display HD permette di arrivare facilmente a 2 giorni di autonomia con utilizzo intenso.

Xiaomi Redmi 3

Parlando di comparto fotografico, la cam da 13MP di questo Xiaomi Redmi 3 permette di avere dei buoni scatti in situazioni di luminosità ottimale, ottenendo, però, risultati abbastanza carichi di “rumore” quando la luce scarseggia. In queste situazioni, anche la messa a fuoco tende ad avere qualche difficoltà.

I video registrati rispecchiano le foto, molto nitidi in condizioni ottimali, ma scadenti quando la luce inizia a mancare. La messa a fuoco automatica è molto veloce, come anche il cambio di esposizione, mentre invece si nota qualche piccolo scatto durante le transizioni.

Dal punto di vista software non c’è molto da specificare per questo Xiaomi Redmi 3. Si sta parlando di MIUI 7 che offre la medesima esperienza software di tutti i dispositivi Xiaomi, ovvero una versione Android fortemente stravolta dal punto di vista grafico. Manca l’app drawer e l’interfaccia di ogni singola applicazione di default è stata rivisitata. La MIUI è inoltre fortemente personalizzabile attraverso uno store di temi molto ricco e che va a toccare tutti i frangenti della UI. Peccato che lo store sia solo in cinese. La MIUI è ricca di software e utility preinstallate, che in alcuni casi sono veramente utili, ma che in altri tendono a non essere altro che bloatware cinese.

Personalmente ho deciso di installare la versione Stabile Ufficiale Cinese, che ha solo la lingua Cinese e Inglese. Acquistandolo su Gearbest, lo Xiaomi Redmi 3 arriva con un software non ufficiale ma con tutte le lingue. Devo però dire che questa versione non ufficiale l’ho trovata meno performante.

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Nonostante le specifiche non da TOP gamma, le performance di questo Xiaomi Redmi 3 sono di degno rispetto, con un’esperienza di utilizzo che nell’uso giornaliero risulta sempre abbastanza fluida e senza grossi impuntamenti. Nonostante i soli 2GB di RAM, il multitasking è ben gestito quando si passa da un’app ad un’altra, ma non bisogna aspettarsi la reattività di un TOP gamma. Ovviamente stressandolo molto si notano le mancanze hardware che portano a tempi di elaborazione un po’ più lunghi, ma c’è di buono che anche sotto torchio il dispositivo tende a scaldarsi poco, se non quando si fanno sessioni di gaming prolungate. Sotto questo frangente la Adreno 405 si comporta abbastanza bene, permettendo un’esperienza di gioco superiore a quella che ci si aspetterebbe da un device di questo prezzo.

Xiaomi Redmi 3, puro VALUE FOR MONEY

Ecco, il prezzo. Fino ad ora si è parlato di un dispositivo che potrebbe benissimo essere considerato un mid-leve, ma il suo prezzo proprio non lo è. Lo Xiaomi Redmi 3 arriva in fatti sul mercato cinese a soli 99$, quindi ad una cifra da vero entry-level. Se poi si pensa alla batteria di lunga superiore a quelli di grandi TOP gamma, l’effetto sorpresa per il rapporto qualità prezzo è ancora superiore.

Volendo concludere non c’è niente da dire: Xiaomi Redmi 3 è un prodotto rivoluzionario. Non perché proponga specifiche particolari o funzionalità uniche (anche se a dire il vero 4100mAh non si vedono spesso), ma perché porta tutto questo ad un prezzo che normalmente compete a prodotti di cui ci si vergogna solamente a parlarne.

Tanto di cappello quindi a Xiaomi che con questo Xiaomi Redmi 3 ha aperto le porte ad un nuovo livello di concorrenza nelle fasce basse del mercato.

Non c’è che dire: MI PIACE! Si tratta del “muletto” migliore che al momento si può comprare.

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Il blogging è il secondo lavoro, ma la tecnologia è la prima passione. TheBulgaroShow!

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