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Pebble Time Steel: la videorecensione

Pebble Time Steel è giunto all’appuntamento della recensione. Come risulterà questa seconda generazione dello smartwatch di Palo Alto?

Sono passati ormai 10 giorni dall’unboxing del Pebble Time Steel e il nuovo smartwatch della californiana Pebble è da ritenersi maturo per le considerazioni finali.

Pebble Time Steel fa parte della seconda generazione di indossabili Pebble che, come in passato, arrivano in due varianti: quella base in policarbonato e quella premium in acciaio. Come dice il nome, il Pebble Time Steel appartiene alla seconda categoria.

Per non ripetere pari-pari quello che viene detto nella videorecensione (in testa all’articolo), testualmente verranno ripercorsi solo alcuni punti principali che caratterizzano il device.

Autonomia

La durata della batteria è sicuramente il cavallo di battaglia di ogni prodotto Pebble… E questo Pebble Time Steel non è da meno. Se un normale Android Wear o un Apple Watch permette al massimo 1 giornata e mezza o 2 di libertà dal caricabatterie, con l’indossabile protagonista di questa recensione è quasi impossibile fare meno di 5 giorni. L’azienda dichiara 10 giorni di autonomia (personalmente ho qualche dubbio), ma la settimana completa si può fare senza quasi nessun problema.

Il display

Se confrontato con un indossabile Android o Apple, Pebble Time Steel pecca in risoluzione e numero di colori, ma porta con sé un plus che ritengo fondamentale per uno smartwatch: è always-on. Lo schermo infatti non si disattiva mai e rimane perfettamente leggibile anche con la retroilluminazione spenta. Personalmente, questa caratteristica controbilancia totalmente la lacuna della qualità dell’immagine riproposta a display. Se infatti un attuale smartwatch concorrente fosse always-on, il gap di autonomia sarebbe ulteriormente evidente.

Materiale e Design

Pebble Time Steel, a differenza del gemello in plastica (Pebble Time), si presenta estremamente solido e curato nei mini dettagli, unicamente composto da acciaio e vetro (per quanto riguarda la cassa ovviamente), senza scricchiolii o tasti “ballerini”. Al polso risulta molto elegante e comodo da indossare, rendendo l’utilizzo 24/7 ancor più piacevole. Inoltre lo schermo always-on, fa si che ci sia sempre qualcosa di ben visibile sul display, evitando quindi la sensazione di avere un braccialetto spento al polso.

Interazione delle notifiche di IOS

Unica vera pecca è l’ancora limitata integrazione con iOS, che rende l’esperienza di utilizzo limitata rispetto a quella che si può avere con uno smartphone Android. Per questo bisogna aspettare e sperare che Apple rilasci le API che permettano una vera e propria interazione.

Per tutto il resto vi rimando in cima all’articolo, la videorecensione del Pebble Time Steel e tutta vostra!

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Il blogging è il secondo lavoro, ma la tecnologia è la prima passione. TheBulgaroShow!

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