La differenza tra un buon dispositivo e un successo

Ultimamente capita spesso di sentire affermazioni del tipo: “E’ solo un buon dispositivo e nulla più“, frasi che, se riferite a top di gamma, lasciano un po’ spiazzati e fanno pensare a cosa dovrebbe possedere un terminale per avere quel “qualcosa in più“?

Uno dei fattori più importanti che fa da discriminante tra un successo e un flop è sicuramente l’effetto WOW, non il semplice colpo d’occhio estetico che si ha al primo tocco del dispositivo, ma un “WOW” generale, completo, in relazione alla totalità di ciò che si sta osservando.

L’effetto in questione cambia a seconda del terminale, della marca e delle aspettative generali; prendendo ad esempio HTC (marchio storico), chi acquista un terminale di questo brand si aspetta una costruzione impeccabile e materiali top (primo WOW), ma si aspetta anche, alla prima accensione, di trovarsi davanti alla solita e familiare interfaccia Sense, con tutte le sue features e caratteristiche; si aspetta di non avere impuntamenti o incertezze durante l’utilizzo; si aspetta un suono al top del segmento e, non ultimo, un’ottimizzazione software che si traduce in una buona autonomia. Tutti questi fattori, se rispettati, generano al primo impatto una serie di WOW che decretano parte del successo di un terminale.

Logicamente, dopo il primo “contatto”, bisogna fare i conti con l’uso quotidiano del dispositivo, ma le impressioni di quel primo avvio fanno spesso la differenza, almeno psicologicamente. Basta provare a togliere “dall’equazione del successo” uno qualsiasi dei fattori: se nell’esempio citato precedentemente si eliminasse la Sense? Si prende in mano il terminale, bello, tutto vetro e alluminio, si avvia, ci si appresta alla prima configurazione in attesa di scoprire quali chicche saranno state introdotte questa volta e….. Ci si trova davanti ad un launcher stock, senza personalizzazione se non le icone e poco più. Queste aspettative mancate faranno obbligatoriamente da ago della bilancia nelle successive considerazioni; se a tutto ciò si aggiunge magari qualche micro-lag derivante da una non ancora matura ottimizzazione, ecco che il rischio flop si fa più forte.

Lo stesso esempio vale logicamente per altri marchi: cosa succederebbe se Samsung producesse uno smartphone che non scatta ottime foto? Critiche, lamentele e flop, ma nessuno ne farebbe una tragedia se a scattare foto non al top fosse un HTC.

Un successo dunque nasce da un insieme di fattori non sempre facili da centrare (del resto se fosse semplice venderebbero tutti e non ci sarebbe concorrenza), che vanno oltre le semplici caratteristiche del dispositivo e che devono rispettare la totalità dell’immagine che devono rappresentare e che un’utente si aspetta da quel determinato brand.

Tanti piccoli WOW valgono più di un solo “mega WOW” perché un terminale lo si usa a 360°.

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Malato di tecnologia della prima ora, #tecnoscimmiato per antonomasia e attento ad ogni novità che porti innovazione.

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  • D’accordo con l’articolo, ma vale anche il contrario, cioè se mi si presenta un terminale (es. HTC 10) con fotocamera dichiarata come “super ultra top gamma” e alla fine si rivela sottotono (evidenti problemi di ghost e flare, autofocus che fa quel che vuole), l’effetto “FLOP” e’ garantito al 100%! 🙂 🙂

    • verissimo però dai, che gli ultrapixel siano (citando Fantozzi) “una cagata pazzesca” lo sanno anche i muri, se c’è gente che ancora crede a certe dichiarazioni….. ad esempio io dalla fotocamera di HTC 10 non mi aspettavo nulla ma da tutto il resto sì.